La Torre dei Conti sarà messa in sicurezza, no alla demolizione

Nella seduta della Commissione Speciale PNRR si è discusso affrontare uno dei dossier più spinosi della scena della Capitale: il destino della Torre de’ Conti. Lo storico monumento nel centro città protagonista del tragico crollo dello scorso 3 novembre, diventato suo malgrado il simbolo di tutto ciò che può andare storto nei cantieri. L’incidente ha causato la morte di Octav Stroici e il ferimento di altri tre lavoratori, lasciando Roma sotto shock. Ma da quel momento si concretizzò anche un’urgenza improvvisa: mettere mano alla sicurezza, fare chiarezza e trovare un piano realistico per il futuro del monumento.

Gli addetti ai lavori

Nella riunione c’era praticamente chiunque avesse una responsabilità, un titolo o almeno una cartellina da sfogliare. Il Sovrintendente capitolino Claudio Parise Presicce. Il direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici. Il direttore dell’Ufficio di Supporto al Commissario del Giubileo Roberto Botta. I tecnici della Sovrintendenza e della Soprintendenza statale. Al tavolo erano inoltre presenti i membri della Commissione, per rispondere alla richiesta urgente della consigliera Cristina Masi, che dopo il crollo aveva preteso immediati chiarimenti.

Nella stessa giornata, si è mosso il primo ingranaggio operativo: i Vigili del Fuoco hanno effettuato un’ispezione esterna (ordinaria nelle modalità, straordinaria nel contesto). Un’azione propedeutica alla nuova convenzione triennale firmata da Roma Capitale, VVF e Parco del Colosseo. Un accordo da 250mila euro che, almeno, consente di avviare quella noiosa ma indispensabile fase della messa in sicurezza dell’edificio prima di decidere qualsiasi altra cosa.

Il presidente della Commissione

Giovanni Caudo, presidente della Commissione ha spiegato che emergono tre punti fondamentali: il finanziamento PNRR. La Torre non sarà demolita. E un terzo punto la valutazione del progetto originario del programma CARME. Posto che esista ancora e non sia diventato una specie di leggenda urbana? Toccherà al tavolo tecnico interistituzionale coordinato dalla Prefettura, che si riunisce ogni venerdì con la puntualità di un orologio svizzero, stabilire i prossimi passi. Tutto dipenderà dalle condizioni della Torre e dalle parti che sarà effettivamente possibile recuperare.

La zona rossa

Nel frattempo, la ricaduta sulla vita quotidiana di residenti e commercianti rimane pesante. La zona rossa intorno alla Torre, compreso largo Corrado Ricci, resterà chiusa al traffico, anche per via dei mezzi pesanti impegnati nei lavori. Una convivenza non proprio ideale, ma chiaramente inevitabile. Come sarà inevitabile l’impatto negativo sulle attività.

Sostegno alle attività

Con le informazioni acquisite potremo valutare anche forme di supporto per le attività economiche dell’area”, ha Precisato Caudo. “Se necessario, convocheremo una nuova Commissione interamente dedicata al tema”, ha concluso il presidente. Già, perché a Roma una Commissione non si nega mai a nessuno.

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