“Meloni ha tradito la destra”. L’accusa di Massimo Arlechino, ex Msi e An

Meloni, la “destra” col tailleur atlantista

Altro che “difendere l’Italia”: a mettere in imbarazzo il Paese non è stata la Flotilla, ma il governo stesso, con la sua premier che sembra più interessata a lucidare le posate della Nato che a difendere i principi in cui diceva di credere. La Flotilla è un’iniziativa di alto valore politico che ha il merito di attirare l’attenzione del mondo intero su Gaza. Penso che Meloni in cuor suo lo sappia bene.

Queste, in sintesi, le parole di Massimo Arlechino, vecchia guardia della destra sociale e oggi presidente di Indipendenza! (Il Movimento di Gianni Alemanno). Giorgia Meloni ha gettato alle ortiche l’eredità politica di cui si riempiva la bocca. La causa palestinese? Un fastidio da archiviare, meglio mostrarsi “affidabile” agli occhi di Washington e Tel Aviv. Persino il litigio con Crosetto sulla fregata italiana sembra più una scenetta di teatro che uno scontro politico.

Il blocco navale davanti a Gaza

Secondo Arlechino, gli aiuti erano ovviamente una questione di secondo piano, Lo scopo era sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale. Intercettare le barche in acque internazionali è un’azione illegale, così come è illegale il blocco navale di Israele davanti a Gaza. A destra molti la pensano come me, ma non hanno il coraggio di dirlo, sottolinea.

Evoluzione o involuzione dei valori

Il presidente di Indipendenza! ricorda che i giovani della destra di una volta erano anti-imperialisti, difendevano i popoli oppressi, persino gli indiani d’America. Oggi invece la premier ha trasformato Fratelli d’Italia in un club liberale con abbonamento premium alla Casa Bianca. Una mutazione iniziata con Fini in Israele e completata da lei a Palazzo Chigi: la kefiah è sparita, sostituita da un bel completo grigio da burocrate di Bruxelles.

L’accusa è chiara: “Ha tradito i valori della comunità in cui è cresciuta”

Meloni ha tradito la sua stessa comunità politica, barattando ideali con la tessera d’ingresso nei “salotti buoni” d’Europa. Il prezzo è un appiattimento totale sulle posizioni atlantiste e pro-Israele, fino a recitare all’ONU un discorso così fuori luogo da risultare imbarazzante persino per chi la sosteneva.

Malcontento in FdI

E mentre lei gioca a fare la statista moderata, la base di FdI borbotta: tanti militanti non digeriscono il silenzio complice su Gaza. Per ora tacciono, tra paura e convenienza, ma, avverte Arlechino, prima o poi la bomba interna esploderà.

Insomma: Meloni sognava di essere la Thatcher italiana. Ma finora sembra solo una copia in saldo, pronta a sacrificare tutto, persino la sua storia politica, pur di ricevere un applauso oltreoceano.

Foto: Rifondazione Comunista