Nonna è morta da 15 anni ma lui incassava ancora la pensione

Una pensione che, tecnicamente, avrebbe dovuto smettere di esistere nel 2005, quando la titolare è morta, ha invece continuato ad arrivare e il nipote della cara estinta ci ha “campato” per 15 anni. L’Inps non aveva mai ricevuto la notizia del decesso della donna. E così, ogni mese, quei 650 euro scivolavano sul conto del nipote come se nulla fosse.

Oltre 100 mila euro di incassi illeciti

Lui, abita a Torre Gaia, al VI Municipio della Capitale, oggi ha 53 anni e non ha mai detto “basta, non è giusto”. Anzi, ha lasciato che il fiumiciattolo di denaro scorresse in pace: 161 versamenti, per la modica cifra di 105.123 euro e 10 centesimi. Un lavoro silenzioso, certosino, senza clamori… finché l’ingranaggio non si è inceppato e l’Inps si è finalmente accorta del buco.

Il nipote in Giudizio

Il processo si è chiuso con una sentenza di due anni di condanna per truffa. La pena è stata tuttavia sospesa a una condizione: restituire tutto entro sei mesi. Una scadenza che pesa come un’ipoteca sulla sua libertà, ma in realtà è una missione impossibile.

In aula l’uomo ha provato a difendersi: niente yacht, niente Ferrari, niente ville con piscina. Solo 13 anni di discreta tranquillità economica. Ma la giustificazione, diciamolo, è stata un po’ moscia e non è servita. I giudici hanno giustamente fatto notare che, lusso o non lusso, si trattava sempre di soldi che non gli spettavano.

Ma come è potuto accadere

La vicenda origina da un classico intoppo burocratico: la clinica dove la nonna è morta avrebbe dovuto avvisare l’Inps. Ma la comunicazione non è mai arrivata, o ferse non è mai partita. Il nipote, che ha visto continuare i versamenti arrivare sul suo conto corrente, se n’è guardato bene dall’avvisare l’Inps. La cosa è proseguita così per 15 lunghi anni e come tutte le belle storie alla fine è terminata, ma senza lieto fine per il protagonista.

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