Occupazione studentesca all’Istituto Rossellini

Venti di ribellione

Striscioni, bandiere e assemblee di studenti in occupazione, in via Giuseppe Libetta, a Roma, dove la succursale dell’istituto scolastico Rossellini si è svegliata con una sorpresa. Stamani nessuna campanella ha segnato l’inizio della scuola, solo occupazione. Bandiere alle finestre, cori nei corridoi e studenti che, invece di annoiarsi tra compiti e interrogazioni, hanno deciso di fare rumore sul serio.

L’anno scolastico è appena iniziato e la prima occupazione parte da qui, con la grinta di chi è stanco di fare tappezzeria mentre il mondo fuori crolla.

Solidarietà con la Palestina

Tutto è cominciato con l’appello del collettivo Cambiare Rotta, arrivato dall’università La Sapienza come un messaggio in bottiglia arrivato dopo l’attacco alla Global Sumud Flotilla: “Blocchiamo tutto, in solidarietà con la Palestina”. E i ragazzi del Rossellini? Neanche il tempo di finire la colazione, che già avevano raccolto il testimone.

Neutrale vuol dire essere complici

La scuola neutrale? Certo, col cavolo”, dicono dal collettivo Osa. “Mentre il genocidio va in diretta mondiale e il governo fa spallucce insieme a Europa e Stati Uniti, noi dovremmo stare zitti? Ma anche no”.

Tanto fumo negli occhi per non affrontare problemi veri

E già che c’erano, i ragazzi hanno avuto qualche parola di affetto pure per il ministro Valditara. “Il governo pensa alle gonne troppo corte e ai cellulari in classe, ma dei veri problemi della scuola pubblica, tipo muri che cadono e aule pollaio, manco l’ombra”.

Il Rossellini accende la scintilla di un autunno caldo che promette tempeste. “Lo sciopero con un milione di persone? Roba da riscaldamento. Il bello deve ancora venire”, avvertono gli studenti, alludendo a ben altre dimostrazioni.

Intanto, tra banchi trasformati in tribune e finestre dalle quali sventolano striscioni come fossero bandiere di guerra, Roma si accorge che la protesta studentesca ha già fatto ritorno. E pure con anticipo, perché qui le vacanze finiscono prima del previsto.

Foto dalla Pagina Facebook di OSA Roma (Opposizione studentesca d’alternativa)