
Più di mille ex deputati, poveri martiri della democrazia, stanno ancora combattendo una strenua battaglia legale per riavere i loro amatissimi vitalizi, scomparsi 6 anni fa per una riforma. Da quel giorno sono “condannati” a vivere come comuni mortali, con pensioni calcolate in base ai contributi versati. Una tragedia vera e propria. Ora, il dramma è vicino al gran finale, il giudizio è atteso a breve e potrebbe riavvolgere il nastro dei privilegi.
1300 ex parlamentari tra cui nomi eccellenti
I ricorrenti sono una comitiva di circa 1300 anime in pena, tra cui alcune celebrità del jet-set parlamentare come Paolo Guzzanti. Ilona Staller (la leggendaria Cicciolina). Antonio Bassolino. Claudio Scajola. Rosa Russo Iervolino. Claudio Martelli. Margherita Boniver. Fabrizio Cicchitto e altri titani della Prima Repubblica. Insomma, un raduno da nostalgia dei bei tempi di una volta.
Quel governo che mise il Rdc e tolse i vitalizi
La colpa di tutto questo è di Roberto Fico e del suo strano feticismo per l’equità. Nel 2018, da presidente della Camera, osò fare quello che pareva impensabile: tagliare i vitalizi per sostituirli col famigerato sistema contributivo. Lavori 5 anni, prendi per 5 anni. Roba da operai, non da onorevoli!
Il processo è ripartito il 2 luglio con grande solennità a Montecitorio, dove un manipolo di deputati (vestiti da giudici per l’occasione) ha ascoltato “il lamento” dei reduci parlamentari. A Presiedere il Collegio d’Appello c’era Ylenia Lucaselli di Fratelli d’Italia. La sentenza è ancora appesa, ma se dovesse passare la linea di ridare i vitalizi, ci sarà da aspettarsi un’epidemia di ricorsi nostalgici.
Un primo passo era già stato fatto
Già nel 2022 c’era stato un colpo di scena: una sentenza che aveva riacceso i sogni d’oro degli ex parlamentari, restituendo loro la pensione “del cuore”. Precedente pericoloso? Forse. O semplicemente giustizia per chi ha sofferto tanto… nei corridoi del potere.
Paolo Guzzanti, per esempio, rivendica con orgoglio il suo assegno da circa 3.000 euro: “Ho dato il sangue!”, afferma con ardore epico, ricordando i suoi giorni gloriosi alla Commissione Mitrokhin. E aggiunge, con tono shakespeariano: “Tornassi indietro, forse non rifarei il parlamentare… Ne vale davvero la pena?”.
C’è poi Ilona Staller, che non solo rivuole i soldi, ma chiede pure 10 milioni di risarcimento, ma che devolverà in beneficenza (giura lei). Una mossa d’altruismo che scalda il cuore, come solo Cicciolina sa fare.
In sintesi: ex onorevoli in lacrime, vitalizi nel limbo, e una democrazia che, a sentire loro, ha osato troppo. Ma forse, a questo punto, la vera domanda è: chi ripagherà i danni psicologici al popolo italiano per tutta questa soap opera?
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