Roma attacca l’emendamento che vieta l’educazione sessuale nelle scuole

Un passo avanti… per tornare indietro

La commissione Cultura della Camera ha deciso di riportarci con eleganza ai tempi in cui parlare di sesso era imbarazzante. L’emendamento firmato dalla deputata leghista Giorgia Latini vieta infatti ogni attività di educazione sessuale. Non solo alle scuole elementari, ma anche alle medie. Perché a 13 anni, si sa, nessuno ha mai sentito parlare di pubertà.

Il Consenso informato

Il tutto rientra nel disegno di legge del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul “consenso informato in ambito scolastico”. Una nobile causa che, tradotta, significa: meglio non parlare di certe cose, non si sa mai che i ragazzi capiscano troppo presto come funziona davvero il mondo.

L’emendamento mette un bel lucchetto ai progetti legati alla sessualità anche nelle scuole medie, così da garantire che magari gli 11-14enni imparino tutto ciò che serve… su TikTok.

L’assessora capitolina insorge

Secondo l’assessora alla Scuola di Roma, Claudia Pratelli, l’idea è “profondamente sessuofobica”. Ma dai, chi non ama un po’ di sana ignoranza travestita da tutela dei minori? A Roma, l’assessora Pratelli rischia di vedere bloccato il suo progetto di educazione affettiva, finanziato con 420mila euro e accolto con entusiasmo da oltre cento scuole. Ma pazienza: meglio un adolescente confuso che uno informato, no?

Favorevoli e contrari

Nel frattempo, la solita divisione del Paese: da una parte associazioni studentesche, femministe e insegnanti che chiedono di parlare di consenso, rispetto e identità; dall’altra chi teme che spiegare ai ragazzi cosa significa “identità di genere” scateni l’apocalisse arcobaleno. Il ministro Valditara, rassicura e ricorda che si potrà comunque parlare di pubertà e riproduzione. In fondo, qualche disegnino di spermatozoi e ovuli basterà per crescere cittadini consapevoli.

Insomma, il dibattito continua: come proteggere i minori dai temi complessi? Facile, basta non parlarne mai. Almeno, quando saranno davanti alla realtà, vivranno tutti quei momenti come una magnifica sorpresa. Già!

Foto: centropsy.it