Roma, Municipio V: verde pubblico… la voce passa ai cittadini

Dalle risposte raccolte attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, fornite da persone che vivono o frequentano abitualmente quartieri molto diversi del Municipio Roma V, è emersa una vera e propria mappa emotiva del verde urbano. I quartieri di cui ci abbiamo chiesto un parere, sono stati Pigneto, Prenestino-Labicano, Marranella, Tor Pignattara, Villa Gordiani, Centocelle, Alessandrino, Quarticciolo, Tor Sapienza, Tor Tre Teste, Casilino, La Rustica, Collatino ed altri ancora.

Questa varietà di voci ha restituito uno sguardo ampio e sfaccettato sulle condizioni delle aree verdi e ludiche del territorio. Ogni risposta ha contribuito a disegnare una mappa fatta non solo di luoghi, ma anche di esperienze, aspettative e relazioni: un patrimonio condiviso che racconta il bisogno diffuso di spazi pubblici curati, accessibili e capaci di generare socialità.

Le domande chiave che abbiamo posto riguardavano la presenza e la qualità di giardinetti e delle aree ludiche nei rispettivi quartieri. Le risposte sono state eterogenee: c’è chi segnala una carenza, soprattutto nelle zone più periferiche o densamente popolate, e chi invece riconosce la presenza di questi spazi, ma ne critica fortemente le condizioni. Proprio sulla questione della manutenzione, il giudizio complessivo tende infatti al negativo. Molti hanno descritto situazioni di degrado, incuria e potenziale pericolo: giochi rotti, sporcizia, scarsa illuminazione e frequenti atti vandalici sono tra le problematiche più ricorrenti segnalate.

Gli spazi più frequentati – e quelli più trascurati – sono emersi chiaramente dalle opinioni dei cittadini. Tra le aree verdi più citate e vissute compaiono Villa Gordiani, Villa De Sanctis, il Parco di Tor Tre Teste ed il laghetto Palatucci, il Parco Madre Teresa di Calcutta, il Parco Palatucci, Piazza Sabaudia, le aree verdi di Casale Rosso. Accanto a note positive, non sono mancati commenti sconfortanti e poi alcuni partecipanti dichiarano di non frequentare alcuna area verde perché non ce ne sono di accessibili nelle immediate vicinanze.

Alla domanda Dove servirebbero nuove aree verdi o ludiche?”, le segnalazioni più frequenti riguardano Centocelle, Alessandrino, La Rustica, Villa Gordiani, Largo San Luca Evangelista, via Olcese (l’area di fronte alla scuola, quartiere di Tor Tre Teste) e il Prenestino-Labicano. Interessante notare come, accanto alla richiesta di nuovi spazi, alcuni partecipanti abbiano suggerito anche un approccio diverso: non tanto aumentare il numero di aree verdi, quanto investire maggiormente nella manutenzione di quelle già esistenti, soprattutto quando versano in stato di abbandono.

Un caso emblematico, che ancora lascia molti perplessi per il mancato completamento, riguarda il Parco della Serenissima, un’area verde di eccezionale pregio situata a ridosso dei palazzi nei quartieri Collatino e Villa Gordiani, e circondata dalla Tangenziale Est. Questa oasi ospita zone umide con acque sorgive, una delle necropoli più grandi di Roma ed altri importanti reperti archeologici, a testimonianza del suo valore storico ed ambientale. Nonostante questa ricchezza, sono ancora sospesi circa 6 milioni di euro stanziati da RFI e ulteriori 700 mila euro destinati alla Sovrintendenza per interventi di tutela e valorizzazione di questi beni. Questi fondi, previsti fin dal 2005 nell’ambito dell’accordo quadro tra Comune di Roma e TAV (oggi RFI) come opere di mitigazione, attendono da anni di essere utilizzati, lasciando i cittadini in attesa di un intervento che potrebbe finalmente proteggere e valorizzare questa preziosa oasi verde.

In conclusione, emerge un segnale chiaro: i cittadini del Municipio Roma V chiedono maggiore attenzione, cura e visione per gli spazi verdi del proprio quartiere. Dall’indagine fatta si delinea un bisogno diffuso di luoghi pubblici vivibili, accessibili e sicuri, dove sia possibile ricostruire legami sociali e coltivare il senso di comunità. Si tratta anche di un invito: aprire un confronto costruttivo tra abitanti, realtà associative ed istituzioni per ripensare insieme il verde urbano non come un accessorio, ma come parte integrante della qualità della vita cittadina.

*Immagine generata con l’intelligenza artificiale (Copilot di Microsoft).

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