Trevi Nel Lazio, L’Amministrazione Graziani torna indietro di 12 anni, è dichiara guerra al Parco dei Monti Simbruini

La posizione specifica del Comune di Trevi nel Lazio nei confronti del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, rappresenta l’esempio perfetto di un’azione amministrativa inopportuna e dannosa sia per l’immagine del paese sia per il suo reale sviluppo economico. Il 29 novembre del 2014 l’allora maggioranza del Sindaco Schina, votò una delibera consiliare alla quale si astenne il gruppo di minoranza D’Ottavi e si rifiutò di discutere l’argomento la minoranza Grazioli, un atto di consiglio nel quale si voleva far escludere il Comune di Trevi Nel Lazio dal perimetro del Parco. Una scellerata volontà che rischiava l’isolamento istituzionale del Comune di Trevi, privandolo dei tavoli di coordinamento regionale e dai bandi di finanziamento europei gestiti tramite l’Ente Parco, evidenziando inoltre una miopia strategica, che andava a sacrificare i benefici economici stabili del turismo sostenibile e dei grandi cammini per inseguire il consenso immediato legato alla rimozione dei vincoli quotidiani. Un’azione che non ebbe fortunatamente seguito che era legato più che altro ad un malcontento di alcuni cittadini. Negli anni più recenti l’amministrazione comunale Grazioli e la governance del Parco hanno cercato di trasformare i vincoli in reali occasioni di sviluppo. Tra i frutti della sinergia territoriale rientrano la progettazione di una Fattoria didattica presso l’area del Ponte delle Tartare e la storica Area Faunistica per il Capriolo a Colle Druni, interamente finanziata con fondi europei, il Centro Visita del Parco che ospita il Museo delle Piante, che funge da centro di accoglienza ufficiale per i turisti e le scolareschi, provando a canalizzare flussi economici verso i commercianti del borgo. L’esempio più virtuoso è quello dell’Ostello Colle Mordani, un complesso rurale che rappresenta l’anello di congiunzione perfetto tra il Parco e il Comune e che dimostra nei fatti come la collaborazione istituzionale sia la strada più fruttuosa per il territorio di Trevi nel Lazio, smontando l’idea di una battaglia insensata. Le istituzioni usano regolarmente questa struttura per ospitare eventi, mostre, manifestazioni culturali mirate a custodire e raccontare il territorio. Inoltre il territorio comunale beneficia direttamente del turismo escursionistico generato dalla famosissima Tappa 11 del Cammino di San Benedetto (Subiaco – Trevi nel Lazio), che porta ogni anno centinaia di camminatori nel cuore del borgo medievale. Iniziative culturali legate al territorio curate dal Parco, di recente, il comune è stato scelto come tappa di apertura del cartellone di eventi regionali “Custodire e Raccontare il territorio” per valorizzare la biodiversità e i prodotti tipici locali. La clamorosa decisione del Consiglio Comunale di votare a favore dell’uscita parziale o totale dal perimetro del Parco dei Monti Simbruini, non coinvolse nessuno degli altri Comuni, che indifferentemente dal colore politico, hanno svolto una sinergica attività di collaborazione con l’Ente. Negli ultimi anni il gruppo di minoranza “Unione e Cambiamento” guidato dal capogruppo Vincenzo Cecconi e dall’attuale Sindaco Francesco Graziani, ha più volte criticato l’attività del Parco, e sin dal suo insediamento pubblicamente e di recente nel Consiglio Comunale di martedì scorso il Primo Cittadino ha condannato a suo dire l’inerzia del Parco. La ciliegina sulla torta, che delinea un comportamento autolesionistico e nefando, è la missiva che il Sindaco ha inoltrato alla Regione Lazio circa l’operato dell’Ente Parco, a suo dire inoperoso, focalizzando il periodo estivo, durante il quale a suo dire è mancata la vigilanza sul territorio e la raccolta rifiuti (che di certo non è compito del Parco, ma dei Comuni ndr). E’ chiaro che la priorità di quest’Amministrazione, è accendere una battaglia insensata e controproducente con il Parco Regionale dei Monti Simbruini, tornando indietro di 12 anni, piuttosto che collaborare ed intervenire nell’immediato per sventare la richiesta di Acea Ato 2 di aumentare la captazione idrica del bacino Pertuso. Amministrare la cosa pubblica, vuol dire anche collaborare con altri Enti ed Istituzioni territoriali, non certo dichiarare “guerra” per distruggere rapporti e sinergie.