
L’Agenzia italiana del farmaco, dopo anni di silenziosa pazienza, ha deciso che, magari sarebbe il caso di ritoccare il bugiardino del Plaquenil. Proprio lui: l’antimalarico a base di idrossiclorochina che all’inizio del Covid era stato proclamato “quasi miracoloso”, salvo poi rivelarsi l’ennesima illusione pandemica. Un’ipotesi di efficacia preventiva contro il Coronavirus mai dimostrata, ma sufficiente a trasformare il farmaco in un feticcio sacro del fronte no vax, brandito contro i vaccini come una reliquia medievale.
Ora però arriva la doccia fredda
Nel foglietto illustrativo andrà scritto che il Plaquenil potrebbe risvegliare virus dormienti come l’herpes zoster e, perché no, addirittura la tubercolosi. Un bel ritorno al passato, in tutti i sensi.
La “novità” di Natale
Il provvedimento dell’Aifa è dell’11 dicembre, ma il regalo è stato scartato solo il 24, sulla Gazzetta ufficiale. In sintesi: Sanofi potrà continuare a vendere il Plaquenil solo dopo aver aggiornato il paragrafo delle attenzioni che forse sarebbe meglio leggere. Dovranno infatti essere indicate le nuove evidenze sulla possibile riattivazione di herpes zoster e tubercolosi, più qualche ritocco editoriale qua e là. Ma niente panico però: le confezioni già sugli scaffali, anche senza avvertenze aggiornate, potranno essere vendute tranquillamente fino alla scadenza. Eh già, informare sì, ma senza disturbare il mercato.
Quella falsa speranza divenuta bandiera ideologica
Correva l’anno 2020, marzo-aprile, quando il Plaquenil sparì dalle farmacie italiane. A lanciarlo era stato il microbiologo francese Didier Raoult, che ne parlava come possibile arma anti-Covid. E lo raccontava pure al presidente Macron. In assenza di alternative e col mondo nel panico, via libera temporaneo: FDA negli Stati Uniti, EMA in Europa e Aifa in Italia dissero tutte “proviamoci”.
Promotori eccellenti
Tra i fan più entusiasti: Donald Trump, in piena chiusura del suo primo mandato disse agli americani “Che vi costa tentare?”. Stesso entusiasmo arrivava anche dall’allora presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, sempre pronto a semplificare la complessità scientifica a colpi di slogan ad effetto.
L’entusiasmo però durò poco. Dopo poche settimane, l’Aifa ritirò l’autorizzazione per “totale assenza di prove scientifiche”, seguita a ruota dalle altre agenzie. Studi successivi avrebbero poi attribuito all’uso improprio dell’idrossiclorochina migliaia di morti.
I no vax
Per medici ostinatamente contrari e attivisti no vax, il Plaquenil restò comunque una bandiera identitaria, agitata contro i vaccini Pfizer e Moderna. Come se la scienza fosse un’opinione e il bugiardino un optional. Ma, in fondo, ognuno è libero di “farsi male” come preferisce… o no?
Foto: Medical News Today


















