Argentina, Milei stravince le elezioni di medio termine. È un bene per tutti?

La Libertad Avanza (LLA), il partito guidato dal presidente Javier Milei, ha ottenuto un significativo successo nelle elezioni di medio termine del 26 ottobre in Argentina. Amplia così la propria presenza sia alla Camera dei deputati che al Senato. Il risultato si attesta attorno al 41-42% dei voti e, LLA si è afferma come la forza politica più votata, nonostante il contesto economico difficile del Paese.

Affluenza e percentuali

Con una partecipazione del 67,9% e quasi la totalità dei voti scrutinati, il partito di Milei otterrebbe il 40,8% dei consensi. Supera di gran lunga Fuerza Patria, ferma sotto il 24,3% e con una rappresentanza di soli 31 seggi. Altre formazioni hanno visto risultati modesti, con Provincias Unidas che ha sfiorato il milione di voti, garantendosi solo cinque deputati.

Significativo aumento di seggi alle Camere

Durante la celebrazione della vittoria a Buenos Aires, Milei ha dichiarato: “oggi abbiamo raggiunto un punto di svolta, oggi inizia la costruzione di una grande Argentina”. Ha descritto il Congresso come “il più riformista della storia”, enfatizzando l’ampliamento della sua rappresentanza di 101 seggi alla Camera e di 20 al Senato, un incremento rispetto ai 37 e 6 precedenti. Significa che il governo avrebbe maggiore potere e quasi la certezza di non dover subire contrasto alle proprie decisioni. (Ma, ovviamente, non significa che per il popolo questo sia necessariamente un bene).

La politica dei tagli (ma con risultati esigui)

È noto che la politica di destra prediliga la scelta dei “tagli”, piuttosto che il ricorso alle tasse. Una “soluzione” che se entusiasma il ceto medio-alto e i cosiddetti ricchi, certamente scontenta i meno abbienti e i “poveri”.

Infatti, volendo guardare oltre gli entusiasmi elettorali, non si può non mettere in conto che la situazione nel Paese è piuttosto problematica. Sin dal suo insediamento nel dicembre 2023, Milei ha intrapreso una serie di misure drastiche che hanno comportato la cancellazione di decine di migliaia di posti di lavoro nel settore pubblico. Allo stesso tempo ha congelato i progetti di lavori pubblici, e operato significative riduzioni nel finanziamento della sanità, dell’istruzione e delle pensioni. Queste politiche, tutte finalizzate al contenimento dell’inflazione, hanno spinto un numero crescente di argentini nella povertà, mentre la crescita economica rimane fragile e il potere d’acquisto svanisce.

Non è tutt’oro quel che riluce

L’entusiasmo per i risultati elettorali deve quindi essere messo in discussione alla luce delle gravi conseguenze che tali riforme stanno avendo sulla vita quotidiana dei cittadini. Sono infatti in molti a trovarsi a subire una realtà economica sempre più insostenibile. Una “grande Argentina” sembra quindi un obiettivo troppo lontano per chi, dopo i tagli e le riforme di Milei, si vede sempre più lontano dal progresso e dalla sicurezza economica.

Foto tratta da: corrieredellacalabria.it