Assessore FdI di Sesto San Giovanni: “omosessualità è una malattia”

La risposta alla domanda

Un’uscita che sta scatenando non poche polemiche. Lo spunto? Il contesto della notizia del ritiro dal ring della pugile Imane Khelif. L’omosessualità è stata una malattia in Europa? Certo. In giro per il mondo poi la situazione è pure più pittoresca: da qualche parte non solo è considerata malattia, ma è addirittura reato da patibolo. Poi però è arrivato il solito spauracchio del ‘politicamente corretto’ a cancellare tutto con un colpo di spugna. Ma guai a dimenticare che, molto prima di ‘woke’ e ‘gender’, qualche luminare in camice bianco aveva già messo per iscritto che sì, era proprio una malattia”.

Ogni pensiero va rispettato ma c’è un limite alle affermazioni false

Una dichiarazione piatta che non smentisce neanche implicitamente l’assurdità di accostare un orientamento sessuale ad una malattia. Così Antonio Lamiranda, assessore a Urbanistica, Strade, Infrastrutture e Ambiente di Sesto San Giovanni (MI), illumina i social con la sua lectio magistralis da manuale di scienze… dell’Ottocento. Un commento che sta scatenando non poche polemiche (e non solo sui social).

In Italia si veniva riformati”

Poi c’è chi osa ricordare all’assessore che ricopre un incarico pubblico, ma Lamiranda risponde con fierezza: “Che c’entra, questo è il mio libero pensiero! Non sarò mica costretto a fare copia-incolla del pensiero unico, no?”. E rincara: “Un tempo in Italia gli omosessuali venivano congedati dalla leva. E adesso parliamo pure di transgender, pardon transessuali: anche quella era classificata come malattia. Fino a quando? Boh, cinque o sei anni fa, poi l’hanno declassata a ‘incongruenza di genere’. Già il nome fa venire i brividi, ma va bene così, almeno si accontentano i sacerdoti del woke”.

Le reazioni politiche

Il Partito Democratico, dal canto suo, non tace passivamente e Marco Tremolada, segretario Pd di Sesto San Giovanni, replica. “Un amministratore dovrebbe unire, non divertirsi a dividere i cittadini. È assurdo che un rappresentante delle istituzioni diffonda bufale su temi su cui la scienza si è espressa chiaramente da decenni: l’omosessualità non è una malattia”. E conclude: “Il minimo sono le scuse. Ma servirebbero provvedimenti seri e prese di distanza, se davvero l’amministrazione non vuole passare per complice di dichiarazioni imbarazzanti come queste”.

Foto dalla Pagina Facebook dell’assessore Lamiranda