
Roma, V Municipio. Ci è voluto un quarto di secolo, già, venticinque anni di gloriosa attesa perché la piccola ma epica strada che collega Casale Rosso a Quarticciolo, sia riuscita finalmente ad essere illuminata. Letteralmente. I lampioni, considerati da molti un dettaglio urbanistico insignificante, per i residenti sono diventati quasi un monumento nazionale. La prova provata che, ogni tanto, le istituzioni ricordano di avere un lavoro da fare.
Per chi abita a Casale Rosso, infatti, l’accensione di queste luci non è solo un gesto tecnico, ma un segnale politico bello nitido. A forza di insistere, protestare, chiedere, richiedere e ricordare che esistono, alla fine qualcuno nelle stanze del potere ha acceso non solo l’interruttore, ma anche un briciolo di attenzione. Una piccola vittoria simbolica contro l’oblio amministrativo.
I residenti ora, con un filo di gratitudine e forse anche un pizzico di sollievo, ringraziano Retake, l’opposizione, le forze dell’ordine e perfino l’amministrazione. Perché a questo punto, dopo 25 anni, si ringrazia chiunque abbia avuto anche solo un pensiero per quella stradina. Uomini e donne potranno finalmente tornare a casa la sera con un po’ più di serenità. O almeno senza l’amara sensazione di vivere in un capitolo dimenticato di un romanzo distopico ambientato in periferia.
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