Il 2025 doveva essere l’anno della rivoluzione dei trasporti
Quello che stiamo per salutare avrebbe dovuto essere l’anno del cambiamento epocale, dell’evoluzione del mondo dei trasporti pubblici romani. Invece, la città ferma ai box di partenza. A giudicare dal traffico, la rivoluzione deve aver perso la metro anche lei. La Capitale è ancora ferma. Bloccata, inchiodata ma, disseminata di cantieri. Le promesse corrono veloci solo sui comunicati stampa: nella realtà, tutto procede al ritmo di un tram degli anni ’70 in salita.
Il sindaco ammette (quasi) tutto
Durante il quarto rapporto alla città, illustrato lo scorso mese, Roberto Gualtieri ha fatto un elegante gioco di parole. Ha “riconosciuto criticità” che, tradotto in politichese, significa: la città è ancora un gigantesco parcheggio. Cantieri infiniti, ritardi cronici e progetti che “slittano”, tanto per non dire: “rimandati a quando non ci ricorderemo più della promessa”.
I treni fantasma alla metro B
Non si vuol evocare il titolo di un best seller sull’horror ma, a voler essere franchi, il nuovo convoglio Hitachi doveva entrare in servizio a dicembre 2024. È arrivato invece ad aprile 2025. E da allora… riposa tranquillo nel deposito. Da Atac spiegano che sono ancora “in fase di test“. Quali siano questi test che richiedono tutto questo tempo non ci è dato sapere, test di pazienza probabilmente. Oltretutto si era anche annunciato un incremento delle corse con conseguente riduzione dei tempi di attesa sotto i 4 minuti. Ma l’attesa dei tempi d’attesa è stata disattesa. Un bellissimo scioglilingua! Ora si punta al 2026. Perché, come insegna la burocrazia romana, ogni data è solo un punto di partenza.
Metro C: l’eterna promessa
Dovevano scavare in parallelo i tratti T1 e T2, da Farnesina a Piazza Venezia. Ma le famose talpe, forse si sono trasformate in ghiri, e tutti aspettano che si ridestino dal letargo. L’inizio vero dei lavori “Non avverrà prima del 2026”. Per ora si vedono solo recinzioni, cartelli e qualche operaio che osserva il cantiere. I pensionati comunque, ringraziano pronti con le mani dietro la schiena, perché prima o dopo i lavori partiranno.
Tram
Nel 2024 si parlava di otto tram nuovi entro fine 2025. Il primo dovrebbe arrivare questo mese. La formula condizionale, non vuol essere maliziosa ma riflette l’abitudine ai rinvii. Su questo punto l’assessore Patanè ora punta al 2026: “25 tram nuovi entro l’anno”, dice. I pendolari, intanto applaudono dal marciapiede, dove restano in attesa.
Bus
Per quello che riguarda i bus, il rinnovo è arrivato “in parte”. Le corsie preferenziali sono ancora miraggi. La Ztl “fascia verde”, da grande soluzione anti-smog, è diventata una via di mezzo tra compromesso politico e farsa ecologica.
Gualtieri frena: “ci vuole tempo…”
Dopo mesi di entusiasmo, il sindaco ha cambiato tono. Ora parla di “realismo e determinazione”, come se invece prima avesse raccontato una storia fantasy. Annuncia che “entro dicembre arriverà il primo dei 121 nuovi tram”. Sì, il primo di 121 (acquistati dopo 28 anni). Ma a questo ritmo, il centoventunesimo lo vedranno i nipoti dei pendolari di oggi. Gualtieri però ci tiene a ricordare anche l’acquisto di 36 nuovi treni per la metro. Però, volendo prendere in prestito anche noi il termine “realismo”, c’è da considerare che la stazione Pigneto e la sostituzione dei binari, daranno risultati tangibili nei prossimi anni.
A passo di tartaruga
Tirando le somme del 2025, la mobilità pubblica risulta muoversi come un film in slow motion. I progetti ci sono, i cantieri pure, mancano solo i risultati. La “mobilità sostenibile” resta un sogno, e la vera svolta sembra essere quella dei cittadini… che si voltano dall’altra parte. Perché, Roma non si muove. E forse non ne ha nemmeno più voglia.
Foto: salviamoilpaesaggio.it



















