Il giostraio massacrato di botte alla sagra dell’uva a Capena è morto stamane

È morto Stefano Luigi Cena, un uomo di 64 anni, un lavoratore onesto, un giostraio che da anni portava sorrisi ai bambini. È morto dopo giorni di agonia, massacrato a calci e pugni da un branco di vigliacchi durante la Sagra del vino e dell’uva di Capena (RM), il primo weekend di ottobre. Lascia una moglie e tre figli distrutti dal dolore. La stessa moglie, insieme a uno dei figli, era rimasta ferita tentando disperatamente di difenderlo da quella violenza assurda e senza senso.

Tutto sarebbe nato (e fa rabbrividire solo descriverlo) da un semplice biglietto delle giostre non pagato. Sì, una vita spezzata per pochi euro, per un gesto di arroganza e disprezzo verso le regole e verso l’umanità stessa.

La sagra del vino e dell’uva

Il dramma si è consumato in piazza Civitucola, nel bel mezzo della Sagra del vino e dell’uva, che quest’anno festeggiava il centenario. Tra stand e attrazioni, un momento di festa si è trasformato in un incubo.

Aveva osato chiedere di fare il biglietto

Secondo le prime ricostruzioni, Stefano aveva solo chiesto a un gruppo di ragazzi di pagare il biglietto o di scendere dalla giostra. Una richiesta più che legittima. In risposta, si è trovato circondato, pestato brutalmente, colpito senza pietà, mentre i familiari assistevano impotenti all’orrore. I soccorsi sono arrivati subito, ma le ferite erano troppo gravi: il 10 ottobre è entrato in coma, e oggi, 14 ottobre, il suo cuore ha smesso di battere.

Alcuni denunciati e altri ricercati

Nove persone sono state denunciate, altre sono ancora ricercate. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Tivoli, stanno analizzando i filmati per ricostruire nei dettagli questa vile aggressione. Ma nessuna indagine, nessuna condanna potrà restituire la dignità calpestata, la vita spezzata di un uomo che stava solo facendo il proprio lavoro.

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