
Il cielo sopra Roma si tinge di cenere
Ennesimo incendio che preoccupa Roma. Come un presagio, la giornata si era aperta con le fiamme a Parco Leonardo. Ma è al calare del sole che l’incubo si è fatto più grande. Stavolta è la Magliana a bruciare. Non sono più solo sterpaglie: a cedere sotto il morso del fuoco sono interi magazzini, montagne di rifiuti, pezzi di periferia divorati in pochi istanti. Le strade si bloccano, la città respira a fatica, e la paura, quella vera, si fa sentire.
L’inizio
Poco dopo le 18. Un serpente di fuoco si è insinuato tra l’erba secca lungo via delle Idrovore della Magliana. In un battito di ciglia, il vento ha alimentato le fiamme. Il fronte dell’incendio ha varcato l’asfalto, ha raggiunto un capannone, poi un altro. All’interno, scarti e materiali infiammabili hanno generato fumo e fiamme. Nel giro di mezz’ora, l’aria stessa è cambiata. Densa, acre, irrespirabile. Le sirene hanno iniziato a farsi sentire.
Alcune squadre dei vigili del fuoco, Protezione civile, polizia e agenti locali. Tutti chiamati a domare un inferno che corre col vento. A guidare le operazioni, anche il presidente dell’XI Municipio, Gianluca Lanzi. Ma la scena è surreale: visibilità azzerata, lingue di fuoco che avanzano a ritmo incalzante. Roma brucia, ancora.
Il quadrante sud-ovest è spezzato in due. Le chiusure arrivano a catena
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Il viadotto della Magliana, bloccato verso Fiumicino.
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Via Isacco Newton e via della Magliana, sbarrate.
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Via del Trullo è impraticabile, con deviazioni forzate verso il Tempio degli Arvali.
Il trasporto pubblico nel caos
Le linee 128, 771 e 775 vagano come ubriache tra le deviazioni:
La 128 abbandona il tragitto abituale, e ripiega su viale Newton.
La 775 aggira le fiamme e si dirige verso Piramide.
Ogni bus verso il Trullo o il centro viene risucchiato in un labirinto di ingorghi e strade interdette.
Colonne di fumo visibili da più quartieri
Intanto, una colonna di fumo nero si alza sopra i tetti della città. Visibile da chilometri, avvistata dai quartieri lontani come un segnale d’allarme nel cielo. Le immagini rimbalzano sui social, sembra un film ma è purtroppo la realtà.
Le analisi di Arpa Lazio
E come se non bastasse, altri roghi hanno martoriato il quadrante ovest della Capitale. In mattinata, anche l’isola ecologica di Parco Leonardo è stata inghiottita dalle fiamme. L’Arpa Lazio ha avviato analisi sulla qualità dell’aria. I risultati arriveranno, ma il respiro della città è già compromesso.
Oggi Roma ha vissuto un altro giorno di fuoco e paradossalmente la situazione sembra una angosciante normalità, visti i tanti roghi di questo periodo. Un altro episodio che mette a nudo la fragilità di una metropoli d’estate, abbandonata tra caldo torrido, incuria e sterpaglie in attesa di un’esca. Pochi minuti e la città si ritrova sull’orlo del disastro.
Foto tratta da video sul web

















