Senza soldi non si canta messa
Tutti i partiti si trovano a fare i conti col portafoglio che piange, le spese sono tante (anche troppe) e i contributi sono linfa vitale, ma quando questi mancano, i malumori crescono. Alla Lega servono soldi per Pontida e per la campagna elettorale alle porte, ma il bilancio 2024 segna un bel rosso da 700 mila euro. Così il tesoriere Alberto Di Rubba e i capigruppo hanno rispolverato la vecchia solfa: “Cari eletti, versate la vostra quota, grazie”. Peccato che qualcuno faccia orecchie da mercante. E quel qualcuno non è uno qualunque, ma il vicesegretario Roberto Vannacci. Nessun bonifico, nessuna donazione. Zero assoluto.
Roberto Vannacci, l’abbonato moroso
Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, gli europarlamentari devono sganciare 2 mila euro al mese. I parlamentari nazionali invece, fanno un’offerta più sostanziosa: circa 3 mila euro mensili, divisi in due rate, tipo il mutuo di casa. Poi ci sono i privati generosi, ma non troppo: massimo 100 mila euro all’anno. Esempi virtuosi? Paolo Borchia, che ha fatto due versamenti da 2 mila euro in estate. Susanna Ceccardi, più rapida, ha staccato un assegno da 6 mila in un colpo solo. Tutti ligi al dovere, insomma. Tranne Vannacci, che da maggio, quando è stato accolto nel partito con tanto di nomina a vicesegretario, non ha tirato fuori un euro. Nemmeno per un caffè.
Il malumore nel Carroccio
I colleghi pagano puntuali, come bravi condomini, e ora brontolano: “Ma è normale che il vicesegretario non molli un centesimo?”. Domanda retorica. Intanto i tesorieri meditano di alzare la quota. Così, oltre alla beffa, ci sarebbe pure l’aumento. Persino il ministro Giancarlo Giorgetti ogni mese si priva di 3 mila euro per rimpolpare la cassa. E il generale Vannacci? Tranquillo: lui ha già la sua personale “onlus” alla quale versare risorse preziose, l’organizzazione chiamata Il mondo al contrario.
E infatti…
Alla domanda se preferisca finanziare la sua creatura invece della Lega, risponde con eleganza militare: “Questo lo dice lei. Si chiamano donazioni liberali, e liberali vuol dire che uno fa come gli pare. Arrivederci”. E con ciò chiude la pratica, tanto mica arriveranno le cartelle di Equitalia, no?
Foto: eurofocus.adnkronos.com



















