
Il maestro severo che siede in cattedra e interroga a sorpresa o la maestra armata di bacchetta che chiama alla lavagna a risolvere quesiti è un’immagine che abbiamo ormai consegnato alla letteratura. La scuola moderna è informatizzata e gli insegnanti si adeguano alle nuove tecnologie di supporto allo studio.
Antichi e nuovi strumenti
Sempre meno carta e più tablet interattivi, le lavagne sono andate in pensione lasciando spazio ai moderni schermi digitali. La scuola del terzo millennio ha ormai avviato e conclamato la rivoluzione tecnologica e gli insegnanti tengono lezioni ai nativi digitali, sfruttando le moderne “attrezzature”, un cambiamento profondo e radicale del modo in cui si insegna e si impara. L’apprendimento interattivo e coinvolgente che gli insegnanti preparano grazie ai supporti digitali. Le possibilità praticamente infinite di sfruttare app, video, piattaforme online, realtà virtuale.
I docenti
Maestri e professori di oggi sono costretti ad imparare essi stessi l’uso delle nuove tecnologie applicate all’insegnamento. Si devono rivolgere a studenti abituati a cimentarsi con tablet e smartphone, e devono essere almeno al passo con questi moderni strumenti. La tecnologia non può e non deve sostituirsi all’insegnante e il docente deve saperla gestire. La chiave di volta di solito sta nel coinvolgimento della classe. e video 3D immersivi a tema storico o geografico o astronomico, garantiscono l’attenzione di tutti. Strumenti per l’insegnamento della fisica delle lingue straniere o di altre materie diventano gli alleati forti e strategici del docente.
Alfabetizzazione digitale
Se per i giovani e giovanissimi l’approccio a sistemi digitali è piuttosto agevole, per maestri e professori è dovuto diventarlo. I docenti attuali devono essere preparati e non apparire incapaci di “dominare” i nuovi mezzi, per non apparire inadeguati alla platea degli studenti. L’alfabetizzazione digitale, in taluni casi, interessa più il corpo docente che gli studenti e gli insegnanti, anche non più giovanissimi, che hanno dovuto attraversare questa fase.
Il processo innovativo nella scuola è ormai avviato da tempo e, specialmente negli anni della pandemia, questo processo di informatizzazione ha sopperito all’impossibilità della presenza in classe. In quel periodo e successivamente abbiamo compreso che il punto di non ritorno era stato superato e che il futuro della scuola era già qui. La professione dell’insegnante si è evoluta e oggi se si passa davanti ad un’aula, anziché sentire grattare i gessetti sulla lavagna si odono i bip dei computer.
Foto zeusnews.it

















