
La lotta per il completamento della linea C della metropolitana di Roma prosegue, con il futuro di quest’opera tanto attesa che resta incerto. Il taglio 425 milioni di euro nella bozza della legge di Bilancio ha provocato una forte reazione di protesta da parte di cittadini, istituzioni e politici. Senza questi fondi, il progetto rischia di fermarsi, compromettendo l’intera tratta T1 Clodio-Farnesina, fondamentale per la mobilità della città. Si apre però uno spiraglio da parte del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha affermato che “una soluzione potrebbe essere possibile, pur nel rispetto delle rigide regole di bilancio”.
La posizione di Giorgetti
Il ministro ha affrontato la questione durante un’audizione con le commissioni Bilancio, spiegando: “Per la Metro C di Roma manca ancora la progettazione definitiva, e dubito possa essere completata in 20 giorni”. Tuttavia, ha riconosciuto l’importanza dell’opera, confermando la disponibilità a trovare una soluzione conforme alle regole contabili, senza compromettere il bilancio pubblico. Ha inoltre chiarito che le nuove regole richiedono che i fondi siano allocati solo se i progetti possono essere effettivamente realizzati; altrimenti, lo spazio fiscale verrebbe sprecato. Il ministro ha aggiunto che le amministrazioni devono dimostrare di poter utilizzare i fondi tra il 2025 e il 2027, e che il Ministero dell’Economia stanzierà le somme necessarie.
La replica del sindaco Gualtieri
A queste dichiarazioni ha risposto il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando l’importanza dell’opera e accogliendo favorevolmente l’impegno del ministro. Tuttavia, ha precisato che per la tratta T1 della linea C non è possibile separare i fondi per la progettazione da quelli per la realizzazione, poiché il contratto prevede un affidamento integrato. Una separazione, quindi, obbligherebbe a una nuova gara per la T1, aumentando i costi di 50 milioni di euro e ritardando ulteriormente i tempi.
Gualtieri ha concluso spiegando che, prima di indire un nuovo appalto per la T1, bisognerebbe attendere il collaudo della tratta T2, il che comporterebbe uno slittamento di circa dieci anni. La progettazione definitiva della T1 è quasi completa e permetterebbe di lavorare parallelamente sulle tratte T1 e T2, riducendo tempi e costi.
Possibile rimodulazione dei fondi fino al 2035
Nel frattempo, il governo sta considerando di “rimodulare” i fondi per la linea C, distribuendoli su più anni, fino al 2035. Questa soluzione consentirebbe di non bloccare l’intero progetto, ma si attendono risposte definitive a dicembre, quando la commissione Bilancio discuterà gli emendamenti.
La politica romana
La questione dei tagli ha mobilitato la politica romana: Carlo Calenda, leader di Azione, ha criticato l’assenza di attenzione verso la città da parte del governo. Forza Italia, tramite il consigliere comunale Francesco Carpano, ha chiesto il ripristino dei fondi, sottolineando l’importanza delle metropolitane per migliorare la qualità della vita a Roma.
Il futuro della linea C rimane un tema centrale, che mette in evidenza la sfida tra il desiderio di modernizzare Roma e i vincoli del bilancio pubblico. I romani, abituati a un sistema di trasporti lento e inadeguato, vedono in questa linea non solo una soluzione pratica ma una speranza per un futuro di mobilità moderna e sostenibile. I prossimi sviluppi saranno cruciali per capire se il progetto riprenderà o dovrà affrontare ulteriori ritardi. La popolazione spera che le promesse si trasformino finalmente in azioni concrete, permettendo a Roma di allinearsi alle altre capitali europee in termini di trasporti e innovazione.
Foto: Sky Tg24
















