Roma, Istituzioni a confronto sul tema dello spopolamento delle aree interne

  Lo spopolamento delle aree interne in Italia è una crisi demografica e socio-economica strutturale, con oltre l’82% dei piccoli comuni a rischio declino entro il 2043. Causato da invecchiamento, mancanza di lavoro e servizi, il fenomeno alimenta un circolo vizioso che provoca il degrado del patrimonio edilizio, culturale e un aumento del rischio idrogeologico. Su tale tematica si è svolto  stamani un interessante incontro presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, a Roma dal tema:  “Radici e Futuro – L’alleanza tra generazioni per la rinascita delle aree interne”. Il convegno è stato organizzato dalla Fondazione Età Grande in collaborazione con l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci).  L’Anci ha coinvolto in rappresentanza dei piccoli comuni montani, 14 Comuni italiani, tra questi il Comune di Trevi Nel Lazio presente con il Sindaco Silvio Grazioli e quello di Filettino con il Sindaco Paolo De Meis.  I lavori  sono iniziati con i saluti istituzionali del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana , che con coinvolgimento ha illustrato in linea generale sottolineando l’importanza del tema per il prossimo futuro, con gli effetti che lo spopolamento delle aree interne produrranno, ma ha evidenziato anche l’importanza identitaria che ogni piccolo comune custodisce e che inevitabilmente andrà persa con la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni ed altro. “Oggi è necessario pensare a una nuova alleanza tra generazioni per ritrovare lo spirito di comunità e per preservare il patrimonio della tradizione e delle identità -ha sottolineato il Presidente Fontana- Ricostruire questa alleanza può semplificare la vita degli anziani e rendere migliore la vita dei giovani, auspicando una valorizzazione dei piccoli comuni. I piccoli Comuni sono una risorsa importantissima, con le loro storie, le loro tradizioni, le identità che non devono essere perse. Le esperienze tramandate fanno la storia, hanno una forza impagabile che va oltre lo studio sui libri. Il senso di comunità sta nei rapporti umani. Qui c’è il tesoro di esperienze che sono una ricchezza da tutelare e da tramandare”. Il vicepresidente dell’Anci  Roberto Pella, (che ha moderato i lavori)  ha ringraziato il Presidente Fontana per la sua grande sensibilità, e la partecipazione al convegno, non essendo presente il Presidente dell’Anci, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi  attraverso un in video messaggio ha dato il suo contributo lodando l’iniziativa. Nel corso del convegno è stato ricordato anche il recente avviso pubblico dell’Anci con plafond di 2,5 milioni che ha finanziato 14 progetti comunali o intercomunali. “L’avviso su imprenditorialità giovanile e silver economy che Anci  è un vero ponte tra le generazioni, un progetto che coniuga la creazione di nuova imprenditorialità giovanile con la risposta alle esigenze della popolazione più anziana. Protagonisti saranno i Comuni delle aree interne e dei territori fragili del Paese. E’ una sfida che guarda al futuro”. Mons. Vincenzo Paglia ha presentato quella che viene definita  una “rivoluzione culturale” per contrastare lo spopolamento delle aree interne e delle periferie, trasformando la popolazione anziana da “peso” a risorsa strategica per il territorio.  Il Prof. Leonardo Palombi direttore scientifico della Fondazione Età Grande (presieduta da Mons. Paglia), ha illustrato con dati,  l’attuale situazione dello spopolamento delle aree interne, e si è compiaciuto della presenza di un pubblico rappresentativo delle aree interne,  rivolgendo un gradito saluto al Sindaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli (nella foto in basso) . “Esprimiamo piena soddisfazione per il bando Anci che promuove l’imprenditorialità giovanile attorno ai Comuni delle aree interne ed alla popolazione anziana  -ha concluso Mons.  Paglia- Una formula che susciterà moltissime sinergie sui temi della silver economy, della connettività nei piccoli centri, del recupero del suolo, del cohousing e del turismo lento. Il bando rappresenta un passo avanti ulteriore nella piena implementazione della Legge 33, dimostrando ancora una volta, speriamo, che misure di sostegno ai giovani, integrate con provvedimenti di telemedicina e mobilità dei servizi sociosanitari  rappresentano la soluzione ideale in aree a bassa densità abitativa, isolate e con alta prevalenza di anziani”.