Il conto alla rovescia ci salverà
630 impianti. 1.420 attraversamenti. Un esercito di semafori digitali pronto a scandire, secondo dopo secondo, il destino di pedoni e automobilisti romani. Questo è il progetto del Comune. Roma Servizi per la Mobilità disegna il suo piano di battaglia. Il tempo, finalmente, sarà visibile. Per tutti. Anche per chi finora credeva di poterlo ingannare.
Non è solo questione di tecnologia.
È una rivoluzione psicologica. Sapere quanto manca al rosso potrebbe essere la cura per quella febbre tutta romana di “ce la faccio ancora”. Un vizio che, troppo spesso, finisce con il suono delle sirene e i fiori legati a un palo della luce.
Incroci pericolosi
Armati di mappe e regolamenti, i tecnici degli uffici comunali, hanno passato al setaccio gli incroci della Capitale. Adesso deve intervenire il Dipartimento Mobilità per il verdetto finale. Se la macchina amministrativa non inceppa il motore, i lavori inizieranno nella seconda metà del 2026, perché a Roma, anche il futuro ha bisogno di pazienza.
Perché questa decisione
Il bilancio, da gennaio a oggi è impietoso: 37 pedoni morti. Trentasette nomi che non avrebbero voluto diventare statistiche. È da questo numero che il Campidoglio dice di voler ripartire, per restituire un minimo di fiducia a chi ancora osa attraversare la strada a piedi. Una soluzione che, sulla carta, è disarmante nella sua semplicità: semafori con un countdown, come a Londra, Parigi o Berlino. Solo che qui non si tratta di stile europeo, ma di sopravvivenza urbana.
L’assessore alla Mobilità
“Molte volte (troppe) si accelera per non perdere il verde”, ammette l’assessore Eugenio Patanè. “Il countdown aiuterà la percezione del tempo rimasto, rendendo tutto più sicuro”.
Una sintesi del problema che trova conferma su quanto si vede, purtroppo, agli incroci. Sembra quasi che tutti siano in un tremendo ritardo per scappar via da chissà quale imminente disastro che sta per abbattersi in città. Va bene che il tempo è denaro, ma la vita umana dovrà pur valere di più di una manciata di secondi, no?
I primi crono-semafori
Nel frattempo, i primi timer semaforici della speranza sono già comparsi su alcune strade. Via Anastasio II, via Casilina, via Siria, via Giustiniano Imperatore, via Arduino, via della Lega Lombarda. Una piccola costellazione luminosa nel caos della viabilità. E presto toccherà a viale Marconi, piazza Pitagora, Corso d’Italia e perfino al Lungomare Toscanelli, dove il traffico incontra il mare e la pazienza si esaurisce prima della benzina.
Non finisce qui: arriveranno anche più photored
I photored sono gli occhi elettronici pronti a immortalare chi osa sfidare il giallo e finisce col passare col rosso. “Ne abbiamo solo undici”, sospira desolato Patanè, “e sono pochi. Aumentarli significa salvare vite”. Un processo di ammonimento redentivo per gli automobilisti che subiranno le pene… della multa!
La città col freno a mano tirato
Agli automobilisti indisciplinati, tutte queste misure non saranno gradite, ma francamente non è di costoro che dobbiamo preoccuparci. E infatti tra zone 30, attraversamenti rialzati, scuole protette e cuscini berlinesi, la Capitale sta riscrivendo il suo codice della convivenza (e dalla sopravvivenza). Il countdown dei semafori diventerà presto un simbolo di rispetto del Codice della strada e del corretto comportamento urbano.
Foto: uominietrasporti.it



















