
Un altro simbolo del litorale romano cade sotto il peso della giustizia: lo stabilimento balneare “Il Venezia”, storica icona affacciata sul lungomare Amerigo Vespucci di Ostia, è stato travolto da un nuovo sequestro. In un’operazione condotta nella serata di ieri, mercoledì 11 giugno, la Guardia di Finanza ha apposto i sigilli alla struttura, che per decenni è stata un punto di riferimento dell’estate romana. È il quinto stabilimento colpito in poche settimane, in quello che appare ormai come un giro di vite deciso e inesorabile contro il degrado amministrativo e l’illegalità urbanistica lungo la costa.
L’intervento trae forza dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione. Un’arma normativa contro chi avrebbe sottratto il demanio marittimo a scopi personali, ignorando vincoli e regolamenti. Le irregolarità contestate sono pesanti: il Venezia avrebbe subito trasformazioni profonde, ben lontane da quanto inizialmente autorizzato. Le metrature reali sembrano essersi dilatate rispetto a quanto depositato nei progetti.
Le contestazioni già nella stagione precedente
L’estate scorsa il medesimo stabilimento era finito sotto i riflettori degli inquirenti, con perquisizioni e rilievi tecnici che, secondo le autorità, avrebbero svelato falle profonde. Oggi, quelle crepe sono diventate voragini legali.
Il gestore: “si tratta di equivoci”
Eppure, dallo stabilimento, la voce del gestore Ruggero Barbadoro, presidente della Federazione Italiana Balneari, si leva con forza. Rigetta ogni accusa, difende con tenacia l’operato suo e dei suoi collaboratori, e annuncia battaglia nelle aule di tribunale. I suoi legali sarebbero già al lavoro per ribaltare il verdetto preliminare, forti della convinzione che ogni presunta irregolarità sia, in realtà, frutto di equivoci sanabili.
Chiusi 5 stabilimenti in un mese
Ma l’aria che si respira lungo la costa non lascia spazio alla leggerezza. Cinque stabilimenti chiusi in un mese sono il segnale inequivocabile di una frattura profonda tra lo Stato e una parte dell’imprenditoria balneare. Una tensione che rischia di esplodere proprio mentre si avvicinano le nuove gare per l’assegnazione delle concessioni, sotto l’occhio vigile della Direttiva Bolkestein.
La Procura di Roma osserva e agisce, determinata a sradicare pratiche che, per troppo tempo, avrebbero prosperato nell’indifferenza. Al centro delle indagini, ampliamenti abusivi, strutture spuntate senza autorizzazione, abusi sedimentati nel tempo. La battaglia è appena iniziata, ma sul litorale romano, il vento è cambiato.
Foto tratta da video sul web


















