Un malcostume duro a morire
Basta botti, petardi, razzi. Anche per l’arrivo del 2026 c’è ancora chi pensa di festeggiare mettendo a rischio persone, animali e città intere. Per fermare questa insensata abitudine, il Sindaco di Roma ha firmato l’Ordinanza n. 188 del 30 dicembre, che stabilisce il divieto totale di utilizzo di fuochi d’artificio e materiali esplodenti.
E non si tratta di una limitazione di poche ore. Il divieto scatterà alle 00:01 del 31 dicembre 2025 e resterà in vigore fino alla mezzanotte del 6 gennaio 2026. Una settimana intera per ricordare che il divertimento non può mai giustificare il pericolo.
Perché è inevitabile dire basta
Ogni anno, puntuale come un triste rituale, il primo gennaio porta con sé il bilancio di feriti, ustioni, dita perse e danni al patrimonio urbano. Una follia annunciata, che questa ordinanza prova finalmente a contrastare.
Il provvedimento serve a tutelare:
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Le persone, perché nessun brindisi vale un trauma o una corsa al pronto soccorso.
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Gli animali, vittime silenziose di scoppi assordanti che provocano panico, fughe e in diversi casi, persino la morte.
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La città, i suoi monumenti, i suoi parchi e l’ambiente, troppo spesso devastati da incendi e atti di inciviltà.
Cosa non si può fare (e cosa è permesso)
È vietato tutto ciò che rientra nella categoria dei materiali esplodenti: botti, petardi, razzi e affini. Nessuna ambiguità, nessuna scusa.
Restano consentiti solo quegli oggetti a bassissimo impatto, previsti dalla normativa vigente (D. Lgs. 123/2015), come:
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bacchette scintillanti e fontanelle decorative per dolci;
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lancia-coriandoli, bengala e piccoli giochi luminosi;
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girandole e accessori luminosi innocui.
Controlli e multe: tolleranza zero
Polizia Locale e forze dell’ordine intensificheranno i controlli in tutta la città. Chi pensa di fare il furbo sappia che le conseguenze sono concrete. Sanzioni amministrative da 25 a 500 euro e Sequestro immediato di tutto il materiale pirotecnico illegale.
Il messaggio è chiaro: Roma non vuole più questo tipo di festeggiamenti.
Foto: det.it



















