La scomparsa avvenuta lunedì scorso del Sindaco di Rocca di Botte Fernando Marzolini (i cui funerali si sono svolti mercoledì), ha coinvolto l’intera comunità di Trevi Nel Lazio dove è stato indetto il lutto cittadino. Un legame profondo e secolare tra le due comunità, legate dalla figura del comune patrono San Pietro Eremita, rinnovando ogni anno durante la festa patronale la forte affinità del “comparato”. Il “comparato”, rappresenta un’istituzione sociale e religiosa a Trevi, che crea un vincolo di parentela spirituale tra le persone dei due paesi, sancita dalla protezione di San Pietro Eremita. In questi ultimi anni in più occasioni, il gruppo di minoranza “Unione e Cambiamento”, ha dato dimostrazione di insolenza verso le autorità istituzionali non solo verso il Sindaco Grazioli, ma anche verso la Regione Lazio (https://www.ilgiornaledellazio.it/la-regione-lazio-smentisce-il-gruppo-di-minoranza-unione-e-cambiamento/) verso la Prefettura (https://www.ifattinews.it/trevi-nel-lazio-la-minoranza-non-accetta-la-risposta-del-sindaco/) , ma il comportamento attuato dopo la morte del Sindaco Marzolini, ha toccato proprio l’apice. ”Il legame di “comparato” per noi trebani e per i cittadini di Rocca di Botte è sacro protetto dal santo Patrono San Pietro Eremita– commentano amareggiati alcuni cittadini di Trevi-. Non abbiamo letto una riga pubblica, da parte della minoranza in qualità di consiglieri comunali, che esprimesse cordoglio per la scomparsa del Primo Cittadino Marzolini, per giunta (nel giorno del funerale) in uno stupido post sull’Enel criticano l’amministrazione Grazioli e scrivono: “…..Evidentemente troppo impegnati a pubblicare post di Encomi Solenni, Cittadinanze Onorarie, Necrologi al ciclostile, compleanni ecc. ecc….”. Complimenti , è vergognoso questo atteggiamento irrispettoso non solo verso la scomparsa di un Sindaco, ma verso tutta la comunità di Rocca di Botte nostri compari. E queste persone vorrebbero governare Trevi, senza avere alcun rispetto, per la nostra tradizione, storia e rapporto umano che ci lega a Rocca di Botte? Che amarezza……”.


















