La percezione che la gestione amministrativa di Vallepietra sia migliorata, è legata all’operato concreto del nuovo sindaco, l’ing. Daniele Mioni (nella foto), che in circa un anno di amministrazione è riuscito a dare uno slancio importante al paese, non più solo il luogo spirituale legato al Santuario della SS.Trinità, ma una comunità attività, ed un territorio ricco da potenzialità da sfruttare. Il cambiamento positivo lo si valuta basandosi su indicatori concreti come la gestione delle finanze, l’avvio di nuovi progetti, la risposta ai bisogni dei cittadini e il miglioramento dei servizi, oltre che all’efficienza generale che mostra l’attuale Amministrazione, che ha un ruolo primario nel guidare il Comune. Successi certificati anche dall’ottenimento del Sindaco della nomina nel direttivo di ANCI – Lazio con delega a all’agricoltura, parchi e riserve e alla recente nomina di Presidente della Comunità dei Sindaci del Parco dei monti Simbruini.
- Sindaco, il nome di Vallepietra mai come in quest’anno, si è sentito in modo incisivo grazie ad una serie di attività importanti, che hanno accesso i riflettori sul suo Comune
Diciamo che è stato un anno molto impegnativo, tra i nuovi regolamenti comunali emanati in ambito di gestione del territorio e allevamento, i lavori ai fontanili in alta montagna per la captazione delle acque, per non parlare del mantenimento ed il potenziamento dei servizi di base: dal medico di base (Vallepietra ne ha 2, uno ogni 100 abitanti ed è un unicum italiano), alla fibra e il potenziamento degli strumenti comunali (PC e Videosorveglianza) passando per le antenne internet in zona santuario e l’istallazione di ATM di Poste. Insomma qualche cosa in questo ultimo anno credo si sua vista e siamo solo all’inizio.
- Il Santuario della SS.Trinità è importante per Vallepietra e la sua comunità che ha il privilegio di custodirlo, e sotto la sua amministrazioni ci sono stati importanti interventi. ma c’è da dire che grazie ad una strategia amministrativa, Vallepietra si fa conoscere per tante sue altre qualità ed eccellenze del territorio
“Abbiamo effettuato lavori, in poco più di un anno, per più di 1 milione di euro per la sicurezza della zona Santuario. Per cronistoria: appena arrivati abbiamo trovato il santuario chiuso e siamo riusciti a riaprirlo in meno di un mese dall’insediamento con un progetto scritto da noi, approvato in regione e finanziato con cassa comunale (45.000 €), chi non comprende questo risultato e le sue tempistiche o è ignorante del funzionamento della macchina pubblica o è invidioso; Abbiamo fornito la documentazione per l’avvio di i lavori (oltre 500.000 €) fondi regionali direttamente dati ad ASTRAL per la messa in sicurezza di una frana sulla provinciale che aveva determinato la chiusura della strada di accesso al santuario per oltre 3 anni; Abbiamo immediatamente avviato un’ interlocuzione con il Prefetto, che a differenza di altre richieste precedenti, ha portato alla convocazione del tavolo di Sicurezza regionale, in cui ci siamo battuti ed abbiamo ottenuto finalmente e ufficialmente la riapertura della strada provinciale. Abbiamo ricevuto un finanziamento di 300.000 € dalla regione, per acquistare il camminamento coperto precedentemente realizzato (il tratto che ha consentito la riapertura rapida era in affitto) e per il prolungamento della copertura fino all’inizio della zona commerciale; A breve, ci sarà un ulteriore annuncio per un nuovo progetto di sicurezza di realizzazione imminente che ci ha visto lavorare in prima linea insieme alla Diocesi e al Ministero del Turismo, ma non anticipo nulla, perché gli annunci si fanno con i documenti ufficiali in mano, altrimenti non è politica ma giocoleria. Tutto questo, anche con il nuovo lavoro, supera il milione di euro (1.000.000,00 €) di fondi pubblici spesi per la sicurezza della zona santuario, facendoci diventare in solo 1 anno e 5 mesi di mandato, l’amministrazione che più ha realizzato lavori in area sacra, l’amore per il Santuario lo esprimiamo così, sicuramente lo raccontiamo poco ma è evidente che il lavoro ci sta. Poi, a cappello di tutto il discorso del Santuario ci sono ovviamente i lavori dei famosi 18 milioni del ministero dell’Ambiente. Il progetto è stato volutamente da noi fatto gestire alla regione, perché bisogna essere consapevoli che un Comune come il nostro non ha gli uffici adeguati per gestire questo appalto, altrimenti si fanno figuracce (tipo il progetto della Green Comunity). Siamo presentissimi in Regione ed insieme alla Diocesi grazie alla spinta innovativa del nuovo Vescovo, abbiamo avviato un percorso di stretta collaborazione mettendoci a disposizione per velocizzare al massimo i lavori. In sintesi, ad oggi il Santuario non è mai stato più sicuro di così, dalla sua fondazione, e con tutti questi lavori imminenti aumenterà il fattore di sicurezza di anno in anno.
- C’è da dire che grazie ad una strategia amministrativa, Vallepietra si fa conoscere per tante sue altre qualità ed eccellenze del territorio
“La Nostra strategia è basata sul far conoscere il paese anche oltre il Santuario, tantissimi vanno a visitare la S.S.Trinità ma non conoscono il paese. Noi stiamo inserendo l’offerta turistica del paese dentro un pacchetto emozionale sfruttando al massimo l’ostello comunale e valorizzando il territorio con un turismo ambientale che offre lavoro 365 giorni l’anno. Un grosso lavoro di sponsorizzazione che sta dando i suoi frutti come si può vedere dalle feste in piazza organizzate dalla Pro Loco con un grande presidente (Ciro Mellone)”.
- La qualità della vita non è solo questione di reddito, ma dipende in larghissima misura dalla qualità delle relazioni umane e sociali, da quanto ciascuno possa sentirsi protagonista del vivere cittadino e da quanto la comunità stessa abbia fiducia in sé e nel proprio avvenire. Lei è riuscito ad avvicinare l’Istituzione alla vita dei cittadini, dando loro fiducia e certezza per il futuro.
“Durante la fase elettorale si sentiva spesso il ritornello “tanto il paese è morto”, frutto di uno scollamento tra istituzioni e residenti (non turisti badare bene), che non sentivano più proprio il paese perchè non vedevano una direzione chiara. La vita a Vallepietra non è quella che appare sui social ed il sentimento comune non si registra da commenti e like, per questo, ho scelto di aprire le porte del mio ufficio OGNI sabato mattina, per dare un punto di incontro a chi sta in paese e ha problemi reali legati alla vita quotidiana. Oltre a questo investo tantissimo tempo in video esplicativi perché credo che ad ogni azione debba corrispondere una spiegazione. Il cittadino che smette di informarsi è una sconfitta per la politica del paese, ma bisogna anche metterlo nella condizione di capire quello che succede fornendo atti e dando spiegazioni chiare basate su documenti e non su ricostruzioni stile “leggo e ripeto a tutti quello che ho compreso io. Con questo approccio ho costruito il mio gruppo di lavoro amministrativo e politico, costringo i miei consiglieri di maggioranza in lunghissime riunioni in cui analizziamo gli atti e ci confrontiamo sui vari temi del paese, un approccio molto tecnico e che richiede un forte sforzo da parte di tutti, ma che fornisce gli strumenti per dare risposte chiare ai cittadini che amministriamo. Stessa cosa per il rapporto con i consiglieri di minoranza che hanno pieno accesso al mio ufficio in qualsiasi momento (atti compresi). In poche parole la trasparenza degli atti e la chiarezza nelle spiegazioni è la formula per far avvicinare i cittadini alle istituzioni, perche sentano il Comune come una “cosa di tutti” e si sentano in diritto/dovere di migliorarlo. Tanti miei colleghi vedono questo come tempo perso, io lo vedo come la ricetta per il rilancio delle piccole comunità. Una riprova? guardate il mercato immobiliare di Vallepietra 2 anni fa e confrontatelo con oggi, gente che investe nel paese vuol dire che ci crede”.
- Seguendo questo percorso, Vallepietra può diventare un riferimento per i tanti piccoli centri di montagna , che devono riconquistare la loro centralità nel tessuto sociale delle Province e Regioni.
“La mia candidatura a Sindaco nasce proprio come un esperimento, il fatto che un ingegnere lascia il posto fisso e si trasferisce nel suo paese natio di montagna, mi rendo conto che sia una cosa “strana”. La mia sfida personale è quella di dimostrare che le aree interne non sono svantaggiate come ci vogliono far credere ma possono essere un modello di rilancio dimostrabile e replicabile. Si è sempre visto il Comune come ente amministrativo e si è sempre gestito con lo stesso spirito di come si gestiva un’associazione (senza offesa per chi gestisce un’associazione, di questi tempi non si sa mai!), ovvero si prendono dei fondi e si danno in gestione… Il ruolo che bisogna dare al Comune montano è ben diverso, deve essere gestito con una mentalità imprenditoriale, deve essere un centro di produzione, commercializzazione, sponsorizzazione ed una fabbrica di ridistribuzione della ricchezza della zona. Questo discorso ad oggi appare pionieristico perché le idee che abbiamo in mente ancora non sono state concretizzate ma sicuramente, nella prima metà del 2026, riprenderò questo concetto e diventerà visibile a tutti quello di cui sto parlando ora. Vallepietra ha bisogno di uno shock economico e sociale, ho sempre detto che “se dovevo fare il Sindaco per mettermi la fascia, fare filosofia con gli amici al bar o intitolare strade e opere; sarei rimasto a fare l’ingegnere all’estero, sicuramente più remunerativo e con meno rogne di così”. “Stare a Vallepietra -conclude il Sindaco Daniele Mioni– è un atto di amore verso sé stessi e verso i propri antenati che hanno scelto di vivere qui ed hanno rinnovato questo “patto con il paese” di generazione in generazione. Credo fortemente che il nostro compito sia come persone che prioritariamente come amministratori è quello di lasciare Vallepietra “un pochino meglio” di come ce l’hanno consegnata, questo è il pensiero che muove in primis la mia azione politica, giudicate voi se ci sto riuscendo”.

















