A Roma presto altre 30 mila strisce blu e la richiesta arriva proprio dai Municipi

A Roma in arrivo altri 30 mila parcheggi a pagamento

Addio strisce bianche: a Roma si parcheggia solo pagando

Parcheggiare gratis in città, sta per diventare un lusso del passato, un ricordo da raccontare ai nipoti. La giunta Gualtieri ha finalmente trovato il modo di “rivoluzionare” la vita degli automobilisti romani. Non con strade più sicure, trasporti efficienti o marciapiedi percorribili, ma con 30mila nuovi stalli a pagamento. Una vera e propria pioggia di strisce blu, dalla Roma imperiale alle periferie dimenticate.

Le motivazioni incomprensibili

L’obiettivo ufficiale è “migliorare la rotazione della sosta”. Ma che vuol dire: “la rotazione della sosta? Tradotto significa: far pagare anche l’aria, nella speranza che gli automobilisti stiano fermi meno possibile. È così che dobbiamo leggere questa filosofia?

Le zone “colpite” dalla novità

Naturalmente, i primi a finire nel mirino sono i cittadini. In particolare quelli che, fino a ieri, riuscivano a trovare un raro posto bianco all’ombra delle Mura Aureliane o tra le vie di San Giovanni, Trastevere, Nomentano. Tranquilli: presto anche quei 16mila posti gratuiti spariranno, sostituiti da efficientissime strisce blu.

Il Comune ha inoltre deciso di democratizzare il disagio. Infatti, altri 14mila posti a pagamento arriveranno anche nei quartieri “popolari” come Montesacro, Jonio, Pigneto, Ostiense, Garbatella, Eur, e Ostia. Lì almeno si sono “concessi” il lusso di una stagionalità: si pagherà solo d’estate (e in particolari giorni della settimana). Che generosità.

Tutta colpa del Comune?

Attenzione: non è colpa del Comune, “Lo hanno chiesto i municipi”, spiegano. A quanto pare, a Vigna Clara, Fleming e Ponte Milvio è stato il Municipio XV a dire: “Perché non fate pagare anche qui?”. E al Pigneto, si è deciso di introdurre il parcheggio a pagamento per “alleviare i disagi del cantiere della metro”. Ossia: per risolvere un disagio si paga il parcheggio. Una genialata di quelle belle toste, non si può negare!

Reazioni ironiche, rabbiose e disperazione silenziosa

Intanto, tra i residenti e sui social, la rabbia monta. Il coro dei dissenzienti è unanime, tutti denunciano che la Misura è un’ennesima tassa forzata. Altri si interrogano sul destino dei proventi dei parcheggi, sperando che vadano almeno per la manutenzione delle strade. Il progetto del Comune, viene vissuto con rassegnazione e col senso di ingiustizia di chi, per parcheggiare sotto casa dovrà metter mano al portafoglio.

La soluzione (si fa per dire)

Chi non ha il garage, dovrà pagare ogni giorno, oppure farà un bell’abbonamento mensile per poter lasciare l’auto a pochi metri da casa. In alternativa, può sempre venderla. Magari per comprarsi una bici, sperando che non la rubino. Oppure può sempre ricorrere ai mezzi di trasporto pubblico che, com’è noto, a Roma funzionano alla grande.

La mobilità “ordinata” secondo l’assessore

A gestire il tutto sarà Atac. Che, come sappiamo, brilla per efficienza e puntualità. Ora toccherà a loro decidere come e quando colorare la città di blu. Meno bianco, più cassa. Per l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, è tutto molto semplice: è un passo verso “una mobilità urbana più ordinata”. Cosa intenda per “mobilità ordinata, non è proprio chiarissimo”, ma comunque sarà ordinata e a pagamento. Una mobilità fatta di parchimetri inceppati, app che non funzionano, multe in agguato dietro ogni angolo e nuovi abbonamenti da infilare tra bollette, IMU e inflazione. Per dirla alla romana: “Mai ‘na gioia”.

Foto: ilsalvagente.it