Allarme della Cgil. Economia familiare giù, per il 77% delle famiglie romane

Secondo l’ultimo sondaggio del sindacato, effettuato nell’ultima decade di aprile 2026, i romani faticherebbero non poco nella gestione della propria economia familiare. Stando alle dichiarazioni degli intervistati (un campione di 3.255 cittadini) la tendenza è ormai quella di dover ricorrere alle rinunce per arrivare a fine mese. A sostenere questo sarebbe il 77% delle famiglie. Ciò che maggiormente pesa sono le spese obbligate. Le bollette acqua, luce, gas, in particolar modo, minano le entrate in maniera significativa.

L’unica via è tagliare le spese

La Cgil ammonisce che la prospettiva, se si vuole sopravvivere ai rincari e agli stipendi insufficienti è di tagliare, se non abolire completamente, le spese voluttuarie e non essenziali. Il taglio però, nella grande maggioranza dei casi, incide anche sui bisogni primari, costringendo a ridurre cibo e spese mediche. Una situazione che induce a prendere atto di una crisi sempre più conclamata, dove le soluzioni attuate dal governo sono carenti o inesistenti.

Altro elemento di erosione economica è la mobilità

Il picco dei carburanti incide inesorabilmente sul portafoglio di 8 cittadini su 10, perché il ricorso all’auto resta una scelta obbligata, specie in una città come Roma. Le cause di questa obbligatorietà, sempre secondo gli intervistati, è l’inadeguatezza del sistema di trasporto pubblico, spesso incapace di fornire collegamenti soddisfacenti.

Sfiducia nelle istituzioni

La scarsa speranza e la sfiducia verso Governo, Regione e Comune non sono più sensazioni serpeggianti, ma conclamate. Questo va a rimarcare un distanza sempre più incolmabile tra la politica e il cittadino. I romani chiedono di alleggerire il peso fiscale su stipendi e pensioni, ma anche il contenimento dei prezzi dei servizi e dei beni essenziali, nonché l’adeguamento dei salari. Il punto è che questo grido d’allarme resta inascoltato.

Foto: confederazionecgs.it