Un disoccupato molto occupato
Non aveva un impiego ufficiale e anzi percepiva l’assegno di disoccupazione, ma il suo “lavoro” scorreva silenzioso tra le maglie del web: uno spacciatore invisibile, un fornitore di droga che operava tra le piattaforme di messaggistica, dove gli ordini si susseguivano con una rapidità inquietante. Tutto perfetto, almeno in apparenza. Nessun contatto diretto, nessun rischio apparente, i pacchetti viaggiavano discreti, affidati a corrieri fidati, arrivando a destinazione senza destare sospetti. Ma stava arrivando la fine.
Il blitz
Gli uomini del Commissariato Colombo lo osservavano da tempo. Avevano seguito il filo sottile della sua rete, incrociato nomi, individuato movimenti sospetti. E alla fine, l’avevano trovato. Un 35enne albanese, un grossista che riforniva il quartiere romano della Garbatella (e dintorni). Dopo settimane di indagini, gli agenti erano pronti a chiudere il cerchio. L’uomo si era mosso come sempre: un incontro rapido, un passaggio veloce, una busta scambiata nel silenzio di un parcheggio, a pochi passi da un supermercato. Un affare di pochi secondi, una stretta di mano e un fascio di banconote.
Bloccati
Nel momento esatto in cui il pacchetto cambiava proprietario, gli agenti sono piombati sui due uomini. Il grossista, capito cosa stesse per succedere, con un gesto istintivo, disperato, ha cercato di nascondere la busta nel giubbotto. Ma è stato bloccato, e il pacchetto strappato via. Dentro, 100 involucri termosaldati di cocaina e crack, purissima, pronta per finire nelle mani dei suoi clienti. La sua ultima partita.
Una difesa patetica
“È solo la restituzione di un prestito”, ha provato a giustificare. Gli agenti sapevano però che il vero tesoro era nascosto altrove e varcando la soglia della sua abitazione, hanno scoperto una base operativa perfetta. Bilancini di precisione, materiale per confezionare la droga, 600 grammi di cocaina e crack, già pronti per il mercato. Ma il dettaglio più inquietante era un quaderno con nomi, cifre e movimenti. E accanto, il bottino: 40.000 euro in contanti, sigillati sottovuoto.
Manette per due.
L’uomo e il suo corriere sono finiti entrambi in manette con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per loro gli arresti domiciliari
Foto: questure.poliziadistato.it


















