
Roma, per il 2026, prepara un altro regalino per i cittadini, il Comune ha infatti adeguato il nuovo prezzario dei servizi pubblici. La bussola politica punta dritta. Da un lato, un occhio di riguardo alle famiglie, dall’altro, stangate dove “fa spettacolo” e dove il contesto è abbastanza nobile (anche postumo) da giustificare il conto salato.
Cimiteri: al Verano con stile (e sovrapprezzo)
Il record dei rincari va senza dubbio al Cimitero del Verano. Forte del suo status monumentale, il Comune maggiora del 50% le concessioni finite a bando.
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Tombe: da poco più di 2.100 euro a oltre 3.200. Anche l’eterno riposo soffre l’inflazione artistica.
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Sarcofagi: si vola oltre i 4.600euro. Riposare accanto alla storia, ha il suo costo.
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Tutto il resto (loculi, ossari, cremazioni): aumento soft dell’1,5%, giusto l’adeguamento dell’Istat, niente drammi… almeno qui.
Sport: grandi eventi, grandi incassi (per il Comune)
La decisione di Roma Capitale sembra chiara: chi fa sport ad alto volume deve contribuire di più alla causa. Emblema della svolta è il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, tempio di basket e volley.
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Partite di campionato: il canone giornaliero raddoppia, da 1.500 a 3.000 euro.
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Eventi con biglietti: si sale a 6.000 euro.
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Eventi internazionali con telecamere accese: 8.000 euro al giorno. Se ci sono i diritti tv, c’è il conto più salato.
Capitolo Circo Massimo
Qui arriva la sorpresa. Sparisce l’obbligo di versare il 5% sugli incassi dei biglietti per i grandi concerti estivi. Meno burocrazia, più serenità per i promoter superstar.
Famiglie: costi invariati
Tra una stangata e l’altra, c’è chi può tirare un sospiro di sollievo. I servizi educativi e sociali restano immuni agli aumenti. Si salvano così: asili nido e mense scolastiche. Case di riposo e centri ricreativi. Mercati rionali, bagni pubblici e mense.
Musei e turismo gratis solo per i residenti
Dal 1° febbraio 2026, per i non residenti, Roma diventa un po’ meno “open bar”. Fontana di Trevi: 2 euro per avvicinarsi al famoso catino. Monetina sì, ma prima il biglietto. Fine della gratuità per diversi musei civici: Barracco, Bilotti a Villa Borghese, Canonica, Museo Napoleonico e Villa di Massenzio. Per i romani cambia poco, per i turisti il messaggio è chiaro: Roma è eterna, ma non più gratuita.
Foto: Rai Scuola


















