
E non poteva essere altrimenti
Per i tassisti di Fiumicino le tariffe sono rimaste congelate. Era stabilito: il 12 settembre sarebbe scattato il rialzo dei costi, ma alla vigilia il Comune ha tirato il freno a mano.
Con un colpo di scena, la Giunta Baccini ha deciso di sospendere in autotutela la delibera che un mese fa annunciava aumenti a doppia cifra. Il ripensamento è arrivato dopo i rilievi dell’Autorità di regolazione dei trasporti e ovviamente in seguito alle proteste dei sindacati.
Aumenti mica da ridere
I numeri parlano chiaro: ad agosto si era parlato di un +34%, con tariffe che avrebbero superato quelle dei colleghi di Roma e, in certi casi, reso più conveniente persino il tassametro a consumo. Per esempio, la corsa dall’aeroporto di Fiumicino al centro di Roma sarebbe balzata da 60 a 80 euro. Stessa sorte per Ciampino. E dal porto di Civitavecchia si sarebbe passati da 110 a 148 euro. Ma ora tutto è in pausa.
Da venerdì aumenti anche oltre il 30% per i taxi a Fiumicino
Il Comune parla di “incongruenze” e “anomalie di progressione tariffaria”. In effetti gli aumenti rischiavano di creare distorsioni e di far pagare agli utenti il conto più salato del previsto. Quindi: si ricomincia daccapo.
E i tassisti devono aspettare
Per i 34 tassisti del litorale l’aumento si fa… attendere. Arriverà, prima o poi, ma con regole diverse. Nel pacchetto c’era anche la novità di una tariffa minima di 12 euro, mai vista prima. Pure quella resta nel limbo.
Morale della favola, i tassisti con le licenze di Fiumicino continueranno a viaggiare con le tariffe attuali e i passeggeri non rischieranno di prendere il taxi “sbagliato”, ritrovandosi a pagare una tariffa più gonfia.
Foto: ilpost.it


















