Bimbo di 6 anni ucciso in casa, il corpo della madre trovato in mare

bimbo di 6 anni morto in casa - il corpo della madre ritrovato in mare

Nessuna notizia di moglie e figlio

Tutto è cominciato con un grido silenzioso d’allarme: una denuncia di scomparsa. Il marito, si era presentato ai carabinieri, sconvolto dal fatto che non arrivasse più alcuna notizia del suo bambino e della madre. I due erano separati ma l’uomo era ancora legato alla donna da un filo invisibile di inquietudine. Da quel momento, a Calimera (Lecce), si è messa in moto una caccia angosciosa, una ricerca febbrile che ha avvolto il paese.

Trovato il corpo senza vita della donna

La prima, terribile, segnalazione arriva dal mare del Salento. Un sub, durante un’immersione al largo di Torre dell’Orso, scorge tra le onde un corpo trascinato dalla corrente. È una donna di 35 anni. La Capitaneria di porto di Otranto interviene senza un attimo di esitazione, ma ormai ogni speranza è vana: il mare restituisce solo una salma. Viene portata al Vito Fazzi di Lecce. Lì, in serata, il marito riconosce ciò che temeva con disperazione crescente: è lei, è la madre di suo figlio.

Il bambino trovato morto in casa

Mentre quel dolore prende corpo, i carabinieri si lanciano a quel punto, in un’altra corsa contro il tempo: trovare il bambino di otto anni. Lo scoprono nella casa di famiglia, immobile, esanime. Sul suo corpo, ferite che sembrano raccontare un ultimo, atroce momento di violenza. Segni di una lama. Segni che straziano l’anima solo a guardarli.

L’ipotesi che si fa strada è quella di un omicidio-suicidio

Gli investigatori cercano di ricomporre un mosaico frantumato, fatto di gesti disperati e solitudine estrema. Tra le ipotesi più agghiaccianti c’è quella che la donna, travolta da un dolore che nessuno era riuscito a intercettare in tempo, possa aver colpito il figlio in casa. Poi si sarebbe diretta verso la costa per lasciarsi inghiottire dal mare. Da tempo, sussurrano persone vicine alla famiglia, la 35enne sembrava smarrirsi in un abisso di sofferenza psicologica. La donna avrebbe parlato più volte del desiderio di “immergersi in acqua” per svanire, per lasciarsi andare definitivamente.

Ora si attendono gli accertamenti medico-legali, l’analisi delle celle telefoniche, i rilievi nell’abitazione. Tasselli necessari per capire gli ultimi istanti di una madre e di un figlio uniti da un destino crudele.

Donne fragili invisibili

E mentre la comunità di Calimera si stringe nel gelo di questa tragedia, un pensiero attraversa tutti: quante fragilità, quante richieste d’aiuto restano invisibili finché non è troppo tardi? Il pensiero corre inevitabilmente a un altro orrore recente: quello di Muggia, vicino Trieste, dove pochi giorni fa un bimbo di sei anni, il piccolo Giovanni, è stato ucciso dalla madre. Un’altra vita spezzata, un altro dolore impossibile da contenere.

Foto tratta dal web