
A partire dal 1° gennaio 2025, arrivano novità anche per i gestori delle strutture ricettive di qualsiasi natura. Tutti i proprietari di immobili destinati a locazioni brevi dovranno registrare le loro strutture nella banca dati nazionale. Al momento, il numero di codici rilasciati finora è significativamente inferiore rispetto alle strutture realmente operative in Italia.
La Banca Dati Strutture Ricettive
Lo scorso 3 settembre 2024 il Ministero del Turismo ha annunciato ufficialmente, attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR). Questo strumento consente ai proprietari di immobili destinati a scopi turistici di richiedere un codice obbligatorio, il Codice Identificativo Nazionale .Il CIN, assegnato dal Ministero, è necessario per tutte le strutture adibite ad accoglienza turistica, come affitti brevi, hotel, bed & breakfast, ostelli, agriturismi e affittacamere. Tale codice è obbligatorio per regolare le locazioni turistiche e brevi.
Perché
L’obiettivo principale del CIN è migliorare la tracciabilità e il controllo delle strutture, garantendo maggiore trasparenza nel settore degli affitti turistici. La BDSR, inoltre, introduce criteri uniformi e processi standardizzati a livello nazionale, offrendo tutele ai consumatori e promuovendo una concorrenza equa e trasparente nel mercato.
Sanzioni per mancato rispetto delle regole
Sono previste diverse sanzioni per chi non rispetta le disposizioni.
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Assenza del Codice CIN: pubblicizzare o affittare un immobile senza CIN comporta una multa da 800 a 8.000 euro.
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Mancata esposizione del CIN: non riportare il codice all’esterno della struttura o negli annunci online prevede una sanzione tra 500 e 5.000 euro.
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Violazioni delle norme di sicurezza: la mancata conformità alle regole di sicurezza può costare dai 600 ai 6.000 euro per ogni infrazione.
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Omissione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): le multe variano da 200 a 10.000 euro.
I controlli sul rispetto delle norme saranno affidati ai comuni e alle autorità di polizia locale, che verificheranno anche la presenza di dispositivi di sicurezza, come rilevatori di gas e monossido di carbonio e estintori, per garantire ambienti sicuri e conformi alle normative.
Utilizzo dei proventi delle sanzioni
Le somme raccolte attraverso le multe saranno gestite dai comuni e destinate a finanziare interventi legati al turismo e alla gestione dei rifiuti.
Foto: promosricerche.org


















