Prefetto della Capitale: “Allerta massima su antisemitismo”

Lamberto Giannini, il prefetto di Roma in un’intervista a La Stampa ha commentato la manifestazione nella Capitale. “È andata liscia come l’olio – ha detto – e gli scontri ci sono stati ma, sono arrivati dopo, quando un gruppo di antagonisti ha cercato di turbarla”. Il prefetto ha precisato che, a suo giudizio, i “disturbatori” non erano certo improvvisati. Un gruppo ben preparato e con trasferta organizzata, proveniente da città come Torino, Milano, Piacenza, Bologna e Firenze. Praticamente un tour nazionale dell’antagonismo.

Cosa volevano questi disturbatori

Giannini ha spiegato che il loro obiettivo era il solito: puntare dritto al centro o ai palazzi del potere. Ma le forze dell’ordine hanno rovinato i piani bloccando tutto sul nascere. A Santa Maria Maggiore, ben 136 “antagonisti” sono stati identificati: ora toccherà capire chi erano e cosa avevano in mente.

Nel frattempo, la piazza ha vissuto un momento quasi storico: folle di romani e curiosi che, di solito, ai cortei non si vedono neanche col binocolo. “Non vedevo una partecipazione così da anni. Evidentemente le notizie da Gaza hanno risvegliato anche le coscienze più assopite”, ha sottolineato il prefetto.

Non trascurare certe scritte

Ha poi puntato il dito sulla “nuova moda” cittadina: scritte antisemite sui muri e saracinesche, come quella comparsa su un negozio kosher a Marconi. “Sono odiose – ha detto – ma attenzione a non liquidarle come ragazzate. Ogni scarabocchio merita la sua indagine con telecamere, testimonianze e tutto il repertorio investigativo”.

In sintesi, l’analisi del prefetto è che: sebbene la piazza pacifica è salva, i “guastafeste” non mancano mai. Le forze dell’ordine, intanto, restano di guardia, perché ogni corteo potrebbe sempre trasformarsi in un episodio da cronaca.

Foto: Canale 81 Lazio