
Un “bonus” a beneficio della popolazione carceraria del Lazio, di questo si tratta nelle due delibere approvate dalla Giunta regionale del Lazio. Entrambe le proposte erano state avanzate dell’assessora al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università, Luisa Regimenti. Le delibere sono tese ad uno stanziamento di 350 mila euro, da destinare rispettivamente per il miglioramento della vita nelle carceri e per il sostegno del diritto allo studio universitario per i detenuti.
Reinserimento
In base alla legge regionale numero 7 del 2007, 290mila euro saranno utilizzati per la promozione delle attività volte a ridurre la recidiva nei reati di genere. Fornire informazioni e orientamento sui servizi previdenziali e socio-assistenziali offerti da enti pubblici o privati. Favorire la formazione professionale.
Attività culturali e artistiche
Le risorse saranno utili anche per le iniziative culturali, i corsi di lingua e cultura italiana e i progetti di arteterapia, volti a sviluppare capacità artistiche e creative. Un aspetto quest’ultimo che aiuta il detenuto a non cadere nello sconforto e nella depressione. Si pensi ai troppi casi di suicidi nelle carceri.
Le iniziative saranno realizzate attraverso un avviso pubblico rivolto a istituzioni sociali private. Con l’obiettivo di definire i criteri di selezione e finanziamento dei progetti che verranno implementati all’interno degli istituti penitenziari del Lazio.
Il diritto allo studio
I restanti 60mila euro verranno destinati al diritto allo studio e alla creazione di poli universitari. I fondi saranno suddivisi in proporzione al numero di detenuti iscritti per l’anno accademico 2024/2025. Le università coinvolte sono: Roma Tre, Tor Vergata, La Sapienza, l’Università della Tuscia e l’Università di Cassino.
Il commento di Regimenti
“Ribadiamo il nostro impegno nei confronti della popolazione detenuta del Lazio, che vive una situazione difficile aggravata dal sovraffollamento”, ha detto l’assessora Regimenti. “Con queste risorse vogliamo offrire nuove opportunità di riscatto attraverso percorsi di studio, formazione, lavoro e attività artistiche. Consentendo così ai detenuti di costruire una nuova vita una volta scontata la pena. Questi interventi si aggiungono ai tavoli di lavoro interistituzionali sulla prevenzione dei suicidi e sul miglioramento del trattamento dei detenuti. Una dimostrazione dell’attenzione costante della Giunta Rocca, sia verso i detenuti, sia verso il personale che opera nelle carceri”.
L’assessora ha concluso volendo sottolineare che “il miglioramento delle condizioni dei detenuti significa anche migliorare la qualità della vita degli operatori penitenziari”. Nelle carceri il disagio diffuso non è infatti solo percepito dai reclusi. La sensazione di oppressione, l’ansia, le tensioni tipiche dell’ambiente, sono infatti vissute anche da chi si trova ad operare in un ambiente non certo sereno.
Foto nuovasocieta.it

















