L’anno giudiziario 2025. Ecco com’è andato

Ogni anno che passa ci costringe a fare consuntivi e tirare le somme su cosa è successo, sull’andamento generale e sui successi (e gli insuccessi) delle forze dell’ordine. Un report pieno di numeri e percentuali è sempre noiosamente pesante, ma purtroppo è l’unica via per capire se il Paese stia ingranando la marcia giusta o meno. Eccoci quindi a ragionare su una panoramica, aggiornata ove possibile, sull’andamento della criminalità in Italia. Alcuni di questi numeri possono servire come “termometro” della situazione reale e percepita dai cittadini.

La criminalità cresce nel 2024 e rallenta nel 2025

Nel 2024 le denunce per reati hanno raggiunto circa 2,38 milioni. Rispetto al 2023, l’incremento è dell’1,7%. Aumento che è invece del 3,4% rispetto al periodo pre-pandemia. Il fenomeno della ripresa della criminalità è decisamente legato alla micro-criminalità, cioè furti, rapine, scippi, reati di strada, piuttosto che a grandi reati organizzati.

Secondo i dati disponibili (fino a luglio/agosto) per l’anno 2025, i reati sono invece in calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Quali tipologie di reato sono in calo

Tra i reati in diminuzione, emergono con particolare evidenza i furti, che scendono del 7%. Anche le rapine (nel periodo in esame) scendono del 6,7%. La buona notizia riguarda poi i reati di violenze sessuali che sebbene ancora troppe, registrano (fino a luglio) un calo percentuale del 17,3%.

Alcuni tipi di reato erano in diminuzione nel 2024

  • Contrabbando: – 38%.

  • Incendi dolosi: – 5,3%.

  • Truffe informatiche: – 6,5%.

I reati che preoccupano nel 2025

Gli omicidi risultano in lieve aumento: + 3,4% rispetto al 2024, con 184 omicidi nei primi sette mesi del 2025 (contro 178 nello stesso periodo del 2024).

I “provvedimenti di prevenzione” delle forze dell’ordine, come: ammonimenti per stalking o violenza domestica mostrano un forte aumento. Ammonimenti totali + 70,6%, di cui 2.731 per stalking (+ 86,6%) e 4.840 per violenza domestica (+ 63,6%).

L’uso di strumenti come i braccialetti elettronici anti-violenza risulta in crescita. All’8 agosto 2025 erano attivi 12.192 braccialetti, di cui circa 5.929 per stalking.

Quindi, pur nel complessivo calo dei reati denunciati, restano criticità su alcune forme di violenza e reati gravi.

Minori, stranieri, concentrazione urbana

Il numero delle persone denunciate o arrestate è sempre significativo quando riferito a minori e stranieri. Dal punto di vista geografico invece, la pressione criminale resta concentrata nelle aree metropolitane. Milano, Roma e Firenze guidano la triste “classifica dell’indice di criminalità”.

Il bilancio (provvisorio)

In attesa di dati confermativi dell’andamento dei primi 7/8 mesi del 2025 è ravvisabile un rallentamento dell’attività delittuosa. Persistono tuttavia, elementi di preoccupazione per reati gravi, omicidi, violenza domestica e stalking, che non seguono il trend di calo e rendono il quadro più complesso.

Così, seppure con un valore in linea con i più bassi a livello europeo, la “violenza letale” non scompare. L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta su: genere, contesti familiari, criminalità organizzata e vulnerabilità sociali.

Percezione di insicurezza

Resta alta la percezione sociale di insicurezza in molte aree urbane. Alcune analisi segnalano un aumento della sensazione di vulnerabilità nelle città. Il ritorno a livelli pre-pandemici (e talvolta oltre) dei reati, suggerisce che, la crisi economica e sociale e i cambiamenti nella composizione urbana, favoriscono l’incremento delinquenziale.

Cosa significa per un “anno giudiziario”

Per le istituzioni: forze dell’ordine, magistratura, amministrazioni locali, il quadro indica che la “microcriminalità urbana” è la sfida prioritaria. Furti, rapine, reati predatori, reati connessi agli stupefacenti, violenze. L’aumento dei minori e degli stranieri tra i denunciati/arrestati pone poi, forti temi di prevenzione sociale, integrazione, politiche di contrasto e inclusione.

In tema di criminalità grave (omicidi), l’Italia conserva un livello relativamente basso. La presenza costante però di femminicidi e violenze familiari, richiede comunque attenti monitoraggi e politiche di tutela delle vittime.

Infine, il divario con le grandi città come epicentro, impone strategie mirate. Interventi di polizia urbana, investimenti nella sicurezza, politiche sociali e di coesione territoriale.

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