Olanda vieta fuochi d’artificio per tutela animali, ma…

L’Olanda ha dato il via libera al divieto nazionale di vendita e utilizzo privato dei fuochi d’artificio. La norma sarà effettiva dal 1° gennaio 2026, dopo anni di richieste insistenti da parte di medici e operatori dell’emergenza. Restano però interrogativi su come verrà applicata concretamente e sul tempo utile per completare l’intero impianto legislativo.

Anni di attesa

Concluso la lunga battaglia politica in Parlamento, viene così approvato il bando dei fuochi d’artificio destinati ai privati. La misura, passata alla Camera in primavera e poi confermata dal Senato, proibisce l’acquisto, la vendita e l’uso di articoli pirotecnici. L’avvio effettivo, tuttavia, è stato posticipato al 2026.

Perché si slitta al 2026

Il ritardo è stato introdotto per evitare conseguenze economiche immediate per produttori e negozianti. Se la norma fosse entrata in vigore già quest’anno, i fabbricanti avrebbero potuto chiedere allo Stato risarcimenti complessivi pari a 895 milioni di euro. Posticipando al 2026, le stime del governo indicano un costo molto più contenuto, attorno ai 50 milioni.

Il sovraccarico di fine anno per i servizi di soccorso

I festeggiamenti del 31 dicembre nei Paesi Bassi fanno registrare puntualmente feriti, danni e anche arresti. Nell’ultimo Capodanno due persone hanno perso la vita, 1.162 si sono presentate al pronto soccorso con traumi spesso seri e la polizia ha effettuato 200 arresti. Ci sono poi stati circa 16 milioni di euro per danni materiali. Un bilancio che ha poco di festoso e che dove far riflettere sull’opportunità di tirare il freno a mano.

Il parere delle forze dell’ordine

Come era prevedibile, il divieto è stato accolto positivamente da tutti i settori legati all’emergenza, non solo medica. In un comunicato, la polizia ha ricordato che il tema principale del dibattito è la violenza legata ai fuochi d’artificio che colpisce agenti e operatori sanitari durante la notte di festa. Un fenomeno dovuto a “comportamenti incontrollati” e di una “diffusa illegalità”.

Anche il sindacato di polizia aveva più volte lanciato l’allarme. La presidente dell’NPB, Nine Kooiman, ha dichiarato: “gli agenti vivono quella notte quasi come se fossero in un’area di guerra”. Una sensazione di disagio emotivo oltre che pratico.

La svolta politica

La risoluzione al contenzioso è arrivata quando il partito liberale VVD ha cambiato linea, decidendo di appoggiare il divieto. A opporsi sono rimasti solo i partiti dell’estrema destra e il Partito Socialista.

La proposta è stata portata avanti principalmente da Jesse Klaver (GroenLinks-PvdA) e da Esther Ouwehand (Partito per gli Animali). Dopo l’approvazione in Senato, Ouwehand ha parlato di “una splendida notizia per persone e animali”, ricordando che il suo partito conduce questa battaglia “fin dalla sua nascita, più di vent’anni fa”.

Le amministrazioni locali e il sostegno dei cittadini

Sono ben 19 i Comuni olandesi che negli ultimi anni avevano introdotti i divieti, anche se questi, spesso sono stati poco rispettati. L’intervento nazionale era chiesto da tempo da sindaci e amministratori. Tanto che proprio il sindaco di Amsterdam aveva osservato che i divieti locali sono inefficaci “fino a che non sarà il governo a fermare la vendita”.

Anche l’opinione pubblica si è lentamente orientata verso il sostegno al bando. Un sondaggio Ipsos di fine anno mostrava che il 57% degli intervistati avrebbe votato a favore in un eventuale referendum. Altri rilevamenti hanno registrato percentuali ancora più alte.

L’ambiente e l’economia

Le autorità locali e i soccorritori chiedevano il divieto anche per ragioni ambientali e sanitarie: l’inquinamento acustico, lo stress sugli animali domestici e selvatici e i costi sanitari legati ai ferimenti.

Il confronto con altri Paesi europei

Belgio e Germania hanno introdotto normative più rigide, mentre Regno Unito e Irlanda hanno scelto di limitare pesantemente l’uso dei fuochi. In Italia se ne parla da anni, ma i divieti comunali non bastano a fermare il caos di fine anno.

Animalisti: un passo decisivo

Associazioni animaliste come AnimaNaturalis hanno salutato la decisione olandese come un passo importante. Un scelta che dimostra la possibilità di muoversi verso “una società più attenta e più sicura”. L’organizzazione ha aggiunto che la Spagna dovrebbe “adottare misure analoghe e bloccare la vendita di petardi ai privati”.

La fase che seguirà

Serve ora un Regolamento Generale Amministrativo per rendere la legge operativa. Questo Regolamento sarà redatto dal sottosegretario alle Infrastrutture e alla Gestione delle Acque, Thierry Aartsen.

La principale preoccupazione riguarda ora il prossimo Capodanno. alcuni parlamentari temono che, sapendo che sarà l’ultimo con i fuochi ancora legali, molte persone possano esagerare. Mirjam Bikker, dell’Unione Cristiana, ha parlato del rischio di “una sorta di Armageddon” e ha espresso timori che la popolazione “possa lasciarsi andare totalmente”.

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