
Il concetto di vecchiaia, in senso lato, attiene a molti fattori, sia per l’aspetto meramente fisco che per quello psicologico. Forse un tempo un 40enne era considerato vecchio, perché cominciava a vederci meno, ad avere qualche “doloretto” in più e non era più così agile e scattante come un giovane di 20anni. Basti pensare all’epoca del west, dove i riflessi volevano dire scamparla, ad esempio, in un duello. Ma anche i legionari di Roma avevano un metro diverso da oggi per “misurare” l’arrivo della vecchiaia. O ancora, le popolazioni di alcune tribù africane che hanno una logica diversa da noi nell’assegnare l’anzianità ad un membro del gruppo.
Anche per le donne la percezione della vecchiaia è determinata da diversi elementi che, via via nel tempo, sono mutati. Le nostre mamme e le nostre nonne non facevano quello che fanno le moderne nonne. La maternità si è spinta più avanti e oggi una donna di 40anni è considerata a pieno titolo: una ragazza. E seppure madre, si comporta come tale.
Allora a che età ci possiamo considerare vecchi?
Non c’è un’età unica in cui si diventa vecchi, ma il 65° anno di età è tradizionalmente considerato l’inizio della “terza età“. Tuttavia i criteri scientifici e sociali più recenti propendono a spostare questa soglia più avanti, intorno ai 75 anni. Una tendenza che riflette la maggiore aspettativa di vita e il miglioramento delle condizioni di salute. L’età in cui si è considerati vecchi dipende, infatti, non solo da fattori biologici e psicologici ma anche dalla percezione individuale e sociale.
Criteri convenzionali
65 anni
Questa è l’età più comunemente associata all’inizio della vecchiaia e viene utilizzata per definire la “terza età”.
75 anni
Secondo le proposte e il parere di esperti, come la Società italiana di gerontologia e geriatria, questa potrebbe essere la nuova soglia per definire un individuo anziano, data appunto la maggiore aspettativa di vita e le migliori condizioni di salute.
Cos’è che fa percepire la vecchiaia?
Età cronologica
Il numero degli anni compiuti.
Età biologica
Il grado di invecchiamento del corpo e delle sue funzioni, che varia da persona a persona.
Età psicologica
Come ci si sente, la propria lucidità mentale e la vitalità, che non sono necessariamente legate all’età anagrafica
Fattori sociali e culturali
Il contesto culturale può influenzare come viene percepita la vecchiaia, e ciò che è considerato “vecchio” può cambiare nel tempo e tra società diverse.
Il declino fisico
Il decadimento fisico è un processo graduale che inizia lentamente dopo i 20-30 anni, con una graduale perdita di massa muscolare e un rallentamento del metabolismo. Diventa poi più evidente tra i 50 e i 60 anni con cali di forza, densità ossea e flessibilità. Fattori come la genetica e lo stile di vita, compresi l’esposizione allo stress ossidativo, influenzano l’accelerazione e la manifestazione dei segni dell’invecchiamento.
Fasi del Decadimento Fisico
Intorno ai 20-30 anni
Inizia un lento ma progressivo declino fisico, spesso impercettibile, con una graduale perdita di massa muscolare e una diminuzione della velocità metabolica.
Intorno ai 30-40 anni
Si notano i primi segni d’invecchiamento cutaneo e, per alcuni, si iniziano a percepire i primi cedimenti fisici.
Intorno ai 50-60 anni
I segni del declino fisico si fanno più evidenti, con un aumento della fragilità ossea, una minore forza muscolare, una diminuzione della flessibilità e una riduzione della resistenza.
Fattori che influenzano il decadimento fisico
Genetica
La predisposizione genetica gioca un ruolo importante nel determinare la velocità e l’intensità del processo di invecchiamento.
Stile di vita
Abitudini come un’alimentazione squilibrata, la mancanza di attività fisica e un’eccessiva esposizione a fattori di stress possono accelerare i segni dell’invecchiamento.
Stress ossidativo
Un eccesso di radicali liberi, prodotti naturalmente dall’organismo, può portare a danni irreversibili alle cellule e accelerare i processi degenerativi.
Come intervenire
Attività fisica
Mantenere uno stile di vita attivo con esercizi fisici aiuta a preservare la massa muscolare e a contrastare il calo di forza e flessibilità.
Alimentazione
Una dieta equilibrata, ricca di antiossidanti, può aiutare a combattere lo stress ossidativo e a rallentare il processo di invecchiamento cellulare.
Protezione della pelle
Limitare l’esposizione ai raggi UV e usare creme protettive può aiutare a prevenire l’invecchiamento cutaneo precoce.
Ricapitolando:
Non possiamo dunque stabilire realmente un punto della vita nella quale dichiararci vecchi, siamo, in ogni caso, sensibili a tante variabili. Se un novantenne si cimenta nella maratona di New York, non vuol dire che non sia anziano e, per contro, un “ragazzo” di 40anni potrebbe avere caratteristiche psicofisiche che lo fanno “sentire” vecchio. Il mito di Dorian Gray è, purtroppo, solo una storia da romanzo e, l’elisir di lunga vita è una bella e fantasiosa leggenda. Spetta dunque a noi spostare in avanti l’asticella della vecchiaia, adottando semplici accorgimenti come quelli descritti. Parola di anziano!
Foto de “Il Ritratto di Dorian Gray” tratta da Pinterest















