
In base ai dati dell’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo la prima causa di uccisione delle donne di età compresa tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio da parte di persone conosciute.
Femminicidio
Questo fenomeno viene chiamato femminicidio, un termine, che deriva dall’inglese femicide, sta ad indicare gli omicidi basati sul genere. La parola non indica solo gli omicidi di donne commessi da parte di partner o di ex, ma anche quelli delle ragazze uccise dai padri perché rifiutano il matrimonio che viene loro imposto. Il termine è poi usato anche per le donne uccise dall’AIDS contratto da partner che ha tenuto nascosta la sieropositività. Andando indietro nel tempo, è addirittura riferito anche delle donne accusate di stregoneria e bruciate sul rogo.
Uccise perché donne
Come ha spiegato la criminologa statunitense Diana Russell, “quello che accomuna tutte queste donne è il fatto di essere state uccise in quanto donne”. Sono quelle donne “colpevoli” di aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione. Sono le donne che hanno voluto liberamente decidere cosa fare della propria vita, sottraendosi al potere e al controllo del proprio padre, marito o compagno.
Affrontare il problema
Malgrado il passare degli anni e nonostante i passi avanti della società, i femminicidi continuano ad aumentare. I dati sono impietosi, ci sono sempre più donne che muoiono per mano di uomini, solo in Italia dall’inizio del 2023, la triste conta delle vittime di femminicidi supera anche le più tristi previsioni. Diventa così urgente e necessario affrontare la questione della violenza di genere, adottando misure concrete in una società in cui è ancora dominante la cultura patriarcale.
La donna nei Paesi in via di sviluppo
La condizione femminile è a dir poco difficile in diversi Paesi, come ad esempio nel Medio Oriente, dove è strettamente connessa alla religione. Le donne restano sottoposte all’autorità di un uomo, che sia il padre, il marito o il fratello. Non hanno libertà di movimento e di espressione, sono tagliate fuori dalla vita pubblica e politica. Sono addirittura previste entrate separate da quelle degli uomini, nei locali pubblici. E si trovano a dover nascondere la propria femminilità indossando il burqa.
La donna nell’antichità
A tutt’oggi in alcuni Paesi non esiste l’uguaglianza dei diritti. Nei Paesi più sviluppati, le donne hanno dovuto affrontare molte battaglie per la loro emancipazione, per raggiungere una posizione sociale. Nell’Antica Grecia, e in particolare ad Atene, non era previsto il diritto di voto per le donne e non potevano neanche praticare attività sportive. Anche nell’Antica Roma le donne non avevano voce in capitolo nella vita politica e anzi, era un uomo della famiglia che faceva loro da tutore per l’esercizio dei diritti civili. In Italia Il diritto di voto alle donne è una conquista piuttosto recente. Solo il decreto del 10 marzo 1946 permise infatti alle donne con almeno 25 anni di età di poter eleggere e essere elette alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.
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