
I lavori, avviati proprio in questi giorni, per la posa dei binari, valgono più di qualunque dichiarazione ufficiale: la nuova tranvia di Roma non è più solo un progetto, ma un’opera che prende corpo. Le operazioni si stanno svolgendo in uno dei segmenti più delicati del tracciato, quello compreso tra l’autostrada A24 e la ferrovia. Un passaggio evidente, che accompagna l’avvio del cantiere nella fase più visibile ed evidente.
L’assessore alla Mobilità
Secondo Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale, è un momento destinato a lasciare un segno nella storia recente della città. Non solo naturalmente, per l’avanzamento dei lavori, ma proprio per il significato più ampio dell’infrastruttura. Un intervento pensato per ricomporre una città divisa, mettendo in connessione quartieri, linee e sistemi di trasporto che per anni sono rimasti scollegati o legati solo sulla carta.
Il collegamento
La linea tranviaria Togliatti è concepita come l’asse portante di una nuova mobilità pubblica. Collegherà Ponte Mammolo, capolinea della metro B, a Subaugusta sulla linea A, percorrendo integralmente uno dei viali più estesi e congestionati di Roma. Toccherà punti nevralgici come Centocelle, dove si integrerà con la metro C, e il viadotto della linea ferroviaria FL2, dando vita a una rete di interscambi destinata a migliorare gli spostamenti di migliaia di pendolari e comunque di tutti gli utenti.
Un servizio che coprirà 20 chilometri
Nella fase iniziale il tracciato si estende per circa 8 chilometri, ma l’orizzonte del progetto è più ampio. La linea dovrebe raggiungere i 20 chilometri, servendo una porzione di città con una forte densità di popolazione. Le cifre restituiscono la portata dell’intervento: fino a 3.500 passeggeri per direzione nelle ore di maggiore affluenza e oltre 40 mila utenti quotidiani. Un cambiamento significativo per un’area da sempre penalizzata dal traffico e, attualmente, con scarsi di collegamenti veloci.
Tram moderni
A percorrere la linea saranno tram di ultima generazione. Mezzi bidirezionali, a pianale ribassato, lunghi fino a 32 metri, silenziosi, confortevoli e con ottima versatilità operativa. I nuovi tram, saranno a trazione ibrida. Circoleranno con alimentazione tradizionale (linea aerea) e in modalità autonoma, grazie a batterie e supercondensatori, nei tratti privi di fili. Con ricarica lungo il percorso e ai capolinea.
Un’opera rilevante anche sotto il profilo finanziario
L’investimento supera i 180 milioni di euro e la conclusione dei lavori è fissata al 30 giugno 2026. La scadenza è fondamentale per rispettare i tempi previsti dal Pnrr. Tuttavia, la fine della posa dei binari non coinciderà immediatamente con l’avvio del servizio Prima dell’ingresso in esercizio saranno necessari ulteriori mesi dedicati a collaudi, test e messa a punto dell’intero sistema.
Foto tratta da video romamobilita.it


















