La Polonia rafforza i confini contro i droni russi

Per la Polonia le preoccupazioni si stanno accumulando, tra migranti provenienti dalla Bielorussia e minacce dal cielo dalla Russia. Lo scenario  è sempre più inquietante, tanto che, Varsavia decide di rafforzare immediatamente le proprie difese. Nei pressi di Ozierany, a ridosso del confine bielorusso, è già stata attivata una nuova torre di sorveglianza dotata dei primi sistemi anti-droni. Nel frattempo, nelle festività natalizie, almeno 6 militari sono rimasti in presidio permanente lungo la frontiera per bloccare eventuali ingressi irregolari.

Il governo polacco aveva già preso le sue contromisure negli anni 2021 e 2022, costruendo una barriera di 187 chilometri per arginare il flusso di migranti dal Paese vicino. Oggi, l’allarme è tutt’altro che attenuato. Secondo quanto riportato da Euronews, nel solo 2025 sarebbero stati fermati quasi 30 mila tentativi di attraversamento illegale del confine. Numeri che alimentano le tensioni, insieme al timore crescente legato alle attività russe.

La paura viene dal cielo

La pressione non arriva solo via terra. Varsavia guarda con inquietudine anche al cielo. La Polonia punta infatti a completare entro due anni un esteso sistema di fortificazioni anti-droni lungo i confini orientali. Una misura necessaria per difendersi dalle frequenti incursioni dei droni russi nello spazio aereo nazionale. A confermarlo al Guardian è stato il viceministro della Difesa, Cezary Tomczyk.

Al massimo in sei mesi già attive le prime nuove difese

Entro sei mesi, contiamo di rendere operative le prime capacità del sistema, forse anche prima», ha spiegato Tomczyk. Ha quindi precisato che il completamento dell’intera rete difensiva richiederà circa due anni. Le nuove strutture andranno a integrate la linea di protezione già esistente che risale a dieci anni fa e saranno equipaggiate con mitragliatrici, cannoni e missili. Ma anche con sofisticati dispositivi di disturbo elettronico anti-drone.

I timori non sono teorici

Lo scorso settembre, oltre una dozzina di presunti droni russi avrebbe violato lo spazio aereo polacco, costringendo le autorità a chiudere temporaneamente alcuni aeroporti. Il governo dovette far decollare caccia militari e si trovò ad affrontare danni a edifici causati dall’abbattimento dei velivoli. Il ministro degli Esteri, Radosław Sikorski, ha parlato di droni “privi di munizioni”, utilizzati – a suo dire – per “testare la nostra reazione senza arrivare a un conflitto aperto”.

Una spesa di due miliardi di euro

Secondo Tomczyk, il rafforzamento del confine orientale comporterà una spesa superiore ai 2 miliardi di euro, coperta in larga parte da fondi europei attraverso il programma SAFE (Security Action for Europe). Parallelamente, il governo intende avviare l’addestramento alla sopravvivenza per centinaia di migliaia di cittadini, mentre un numero crescente di persone ha già aderito a programmi di formazione militare volontaria.

Oltre al sistema anti-droni, la Polonia sta intensificando anche le fortificazioni terrestri lungo i confini con la Bielorussia e con l’exclave russa di Kaliningrad., Lo scopo è la prevenzione non solo di nuovi attraversamenti illegali, ma anche lo spettro di un’aggressione militare russa.

Finché la Russia è impegnata in Ucraina il rischio è basso

Tomczyk riconosce che, finché Mosca resterà impegnata nel conflitto con Kiev, un attacco diretto alla Polonia appare poco probabile. Tuttavia, avverte che “provocazioni e azioni di sabotaggio” sono destinate a continuare. E lancia un monito: se l’Occidente dovesse consentire alla Russia di prevalere in Ucraina, “potrebbe essere solo questione di tempo prima che il Cremlino rivolga la sua attenzione all’Europa”.

In questo clima di crescente allarme, il governo polacco ha annunciato che la spesa per la difesa salirà al 4,7% del PIL, una delle percentuali più elevate di tutta l’Unione Europea.

Foto: eunews.it