
Un’altra notte all’insegna degli attacchi in Ucraina. L’esercito russo ha pensato bene di inviare un nuovo attacco: 22 missili assortiti e oltre 460 droni lanciati su Kiev e su diverse altre città. Alcuni di questi droni hanno fatto un giro turistico nello spazio aereo rumeno. L’episodio ha naturalmente costretto Bucarest a far decollare i caccia.
Droni russi nei cieli rumeni
Secondo il ministero della Difesa rumeno, “i droni sono spariti dai radar e subito dopo si sono registrate esplosioni a Ismail”, città ucraina appena oltre il confine. Il ministero ci tiene a far sapere di essere “in costante contatto con gli alleati” e di muoversi per “proteggere la Romania e l’intero fianco orientale della Nato”. Insomma, tutto nella norma quando i vicini hanno la discutibile abitudine di lanciare droni a casaccio.
Gli sconfinamenti
L’episodio va ad aggiungersi alla già lunga lista di intrusioni registrate in Polonia e non solo. Negli ultimi mesi Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Norvegia e Danimarca hanno segnalato passaggi sospetti di droni provenienti da Est. Una sorta di tour europeo dell’invasività aerea. Inutile ribadire che appaia per lo meno singolare che dei droni russi invadano lo spazio aereo di Stati non coinvolti nella questione Ucraina.
I confini rumeni
Con i suoi circa 610 Km di confine con l’Ucraina, la Romania è tra i Paesi più esposti a queste “visite indesiderate”. Negli ultimi giorni, i sistemi di sorveglianza rumeni hanno rilevato attacchi diretti contro le città ucraine di Ismail, Vâlcov e Chilia, proprio dall’altra parte della frontiera.
Foto: adnkronos.com

















