Libri che crescono: seminare storie per nutrire i cittadini di domani

  In occasione della Giornata Mondiale del Libro, le osservazioni ed un’attenta analisi della dott.ssa Greta Mazzettino, rappresentano un importante visione del ruolo che il libro oggi ha nella crescita delle nuove generazioni.

“Condividere alcuni riflessioni in occasione della Giornata Mondiale del Libro – dedicata a quello che considero il mio primo, vero migliore amico – è per me fonte di grande emozione. Sia nel mio percorso personale di lettrice appassionata, sia in quello professionale – che mi ha vista impegnata come assistente alla comunicazione per studenti sordi, docente di sostegno, Tutor DSA e Tecnico ABA — ho potuto osservare e toccare con mano gli straordinari benefici educativi della lettura. Non esiste, dunque, occasione migliore per riflettere insieme sul valore dei libri: non solo come compagni di vita nell’età adulta, ma soprattutto come strumenti cruciali durante l’infanzia, quell’età magica in cui, come esseri pensanti, tutto ci è ancora possibile.

Leggere a un bambino nei suoi primi anni di vita non è solo un passatempo piacevole o un modo per farlo addormentare; è uno dei gesti più potenti che un genitore o un educatore possa compiere per lo sviluppo del suo futuro. Ecco perché la lettura nella prima infanzia (da 0 a 6 anni) è considerata una vera e propria “palestra per la mente”, tanto importante a essere riconosciuta tale anche dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP), dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e dal Centro per la Salute del Bambino (CSB) che hanno dato vita al programma bibliografico “Nati per leggere”.[1]

Tra i primi benefici, c’è sicuramente un supporto nello sviluppo cognitivo e linguistico del bambino. Durante i primi anni di vita infatti, il cervello umano ha una plasticità straordinaria e ascoltare storie permette al bambino di arricchire il proprio vocabolario con parole che raramente usiamo nel linguaggio quotidiano esponendo i più piccoli a una struttura sintattica più complessa[2].

Come scegliere allora i giusti testi da sottoporre ai nostri piccoli? Nei primi dodici mesi, la lettura è un’esperienza squisitamente sensoriale, per cui, in questa fase, i bimbi sono attratti dai forti contrasti cromatici e amano esplorare con le mani – e spesso con la bocca – libri di stoffa o cartonati resistenti. È il periodo della stimolazione visiva e tattile, dove il libro è prima di tutto un oggetto magico da scoprire. Crescendo, tra i due e i tre anni, il libro diventa lo scenario delle prime interazioni. È il momento d’oro delle filastrocche e delle rime che, con la loro musicalità, pongono le basi per l’esplosione del linguaggio. Dai tre anni in su, con le fiabe e gli albi illustrati, entriamo finalmente nel regno dell’immaginazione e della sequenzialità logica. Da Tutor DSA, tengo particolarmente a sottolineare come questa progressione non sia solo ludica: l’esposizione precoce alla narrazione e alle rime sviluppa le competenze fonologiche e la capacità di seguire un filo logico – ad esempio- la sequenzialità “prima-dopo”. Si tratta di prerequisiti fondamentali per l’apprendimento futuro della lettura e della scrittura; coltivare queste abilità fin dal nido significa fornire al bambino gli strumenti per affrontare con più sicurezza e serenità l’ingresso alla scuola primaria.

A giovarne però non è solo lo sviluppo del linguaggio. Il primo motore di ogni apprendimento è la curiosità e ogni pagina di un libro sfogliata è una scoperta che alimenta il desiderio di imparare e di conoscere il mondo. Su questa linea di sviluppo anche le capacità attentive vengono stimolate attraverso l’ascolto attivo di una narrazione, non è un caso infatti, che l’educazione all’ascolto sia diventato uno dei cavalli di battaglia dell’offerta educativa di molti nidi e scuole dell’infanzia del panorama nazionale ed internazionale.

C’è poi un aspetto assolutamente rilevante della lettura che rende anche la letteratura per l’infanzia un campo molto complesso quanto affascinante. Attraverso i testi per la prima infanzia – in cui semplificare senza banalizzare è un arduo obiettivo – è possibile lavorare sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei cittadini del domani.

Attraverso le vicende dei personaggi infatti, i bambini imparano a dare un nome alle proprie emozioni, a capire la paura, la gioia, la rabbia, la tristezza e i comportamenti sani o sbagliati attraverso cui si manifesta la nostra realtà interiore.

Parafrasando George R.R. Martin, autore della celebre saga fantasy “Cronache del ghiaccio e del fuoco” nonché il filosofo italiano Umberto Eco, autore di un pensiero piuttosto simile sulla pluralità di esistenze che si regala la lettura, è impossibile non riconoscere il valore pedagogico dell’immedesimazione. Quando un bambino si proietta nelle vicende di un personaggio, allena la propria intelligenza emotiva e la capacità di decodificare i sentimenti altrui. Questo sviluppo dell’empatia è un prerequisito essenziale per una sana maturazione delle competenze sociali che gli saranno necessarie lungo il corso della sua intera vita. Inoltre, l’aspetto più prezioso della lettura ad alta voce ridiede nella relazione che l’atto della leggere insieme permette di sperimentare al bambino. Sedersi vicini, sentire il calore dell’adulto, il tono della sua voce crea un ambiente rassicurante, da cui partire per esplorare il mondo. Perché in fondo, anche attraverso le pagine di un libro può passare il senso più profondo della fiducia, quella che ci consentirà di conoscere noi stessi e di essere sicuri nel relazionarci con il mondo. Del resto, come diceva “il principe del paradosso” Richard Keith Chesterton – “Le favole non insegnano ai bambini che i mostri esistono. Questo lo sanno già. Le favole insegnano ai bambini che i mostri possono essere sconfitti.”

Che sia allora una buona lettura sempre; per tutti e ovunque, lungo i passi della nostra personale storia””.

 

Dott.ssa Greta Mazzettino

Docente Alta Formazione – Master Educatore Professionale Socio-pedagogico 

Docente Specializzato Sostegno Didattico – Interprete LIS e LIST – Tecnico  ABA -Tutor DSA- Coadiutore cane, gatto e coniglio per gli IAA

Co-fondatrice Centro Bug. Riabiliotazione, Psicoterapia,Tutoraggio DSA