Lunedì 22 settembre sciopero generale indetto dal sindacato USB

Sul proprio sito ufficiale l’organizzazione sindacale USB (Unione sindacale di Base) pubblica l’annuncio dello sciopero e le motivazioni della mobilitazione. Nel comunicato aperto, il sindacato invita tutti alla partecipazione, spiegando le importanti ragioni che hanno indotto a richiamare all’adesione i lavoratori del settore Pubblico e Privato.

Il 22 settembre: la voce dei lavoratori deve farsi sentire

In questi giorni stiamo registrando un’attenzione crescente da parte di lavoratrici e lavoratori verso lo sciopero generale di un’intera giornata, fissato per il 22 settembre. Ed è chiaro il motivo: questa non è una mobilitazione come le altre, ma un momento in cui il mondo del lavoro, pubblico e privato, può finalmente alzare la testa insieme.

Il richiamo a tutti i lavoratori

Tutti possono partecipare: non serve alcuna tessera sindacale né appartenenza a un’organizzazione. Lo sciopero è stato proclamato rispettando ogni procedura legale e normativa. Così da garantire a chiunque, anche a chi opera nei servizi pubblici essenziali come trasporti, scuola, sanità, igiene urbana di poter aderire liberamente.

Il sindacato, nel testo, precisa alcuni punti importanti

La Commissione di Garanzia ha imposto alcune limitazioni: ad esempio, il trasporto aereo non potrà fermarsi il 22, ma lo farà il 26 settembre. Sono però eccezioni marginali che non cambiano la portata della protesta: la mobilitazione resta nazionale, diffusa, aperta a tutti.

Attenzione ai lavoratori dei servizi pubblici essenziali

Invitiamo chi lavora nei servizi pubblici essenziali – scrive USB – a verificare che la propria azienda sia inclusa nella proclamazione dello sciopero. Se non fosse così, basta contattare la federazione USB del proprio territorio: nessuno deve rimanere indietro, e ogni voce deve trovare spazio in questa protesta.

Le ragioni dello sciopero

Lo ribadiamo con forza: il 22 settembre tutti e tutte possiamo scioperare. E dobbiamo farlo. Perché questa mobilitazione nasce da ragioni profonde: non possiamo restare in silenzio davanti all’orrore che si consuma a Gaza, né alla complicità dei governi che fingono di non vedere. Di fronte a un genocidio, l’indifferenza è già complicità.

Un po’ di rammarico

L’USB poi scrive con un po’ di delusione: Avremmo voluto che anche altre organizzazioni sindacali raccogliessero l’invito a unire le forze per rendere questa giornata ancora più potente. Purtroppo, la risposta non è stata quella che speravamo. Ma questo non ci fermerà. Il testo si conclude ribadendo: Il 22 settembre saremo in piazza, con la Palestina nel cuore e con la determinazione di chi sa che solo l’unità e la partecipazione possono cambiare le cose.

Foto: usb.it