Over 65 dimessi dall’ospedale e assistiti in casa, il progetto di Roma Capitale

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Il progetto sperimentale “A casa con cura”, dell’assessorato alle Politiche sociali e alla Salute in collaborazione con Asl RM1 è finanziato dai fondi del Pnrr. Si prefigge le dimissioni protette dei pazienti over65 degli ospedali Santo Spirito e San Filippo Neri. Questi anziani potranno essere dimessi dalle strutture ospedaliere e proseguire il ciclo delle cure grazie all’assistenza domiciliare. Naturalmente il progetto è riferito a quei pazienti che possano avvalersi di tale sistema, che cioè non necessitano di un monitoraggio continuo in ospedale. Il trasferimento a casa si avvarrà comunque di strumenti come la teleassistenza e il telesoccorso disponibili grazie ad una specifica App. La presa in carico dei pazienti destinati a questa soluzione inizierà già 72 ore prima della dimissione dalla struttura e potranno anche beneficiare del trasporto dall’ospedale all’abitazione.

L’assistenza domiciliare

Una sorta di bonus indiretto agli ultra65enni che piuttosto che rimanere in ospedale possono ricevere e continuare le cure al proprio domicilio. L’attivazione di un servizio di assistenza domiciliare in forma continuativa è in moltissimi casi difficile da ottenere rapidamente e in forma personalizzata. In particolar modo per chi si trova a vivere da solo, avere la garanzia di ottenere la giusta assistenza medica immediata in caso di bisogno è davvero impossibile. La soluzione della teleassistenza permette invece il monitoraggio costante e il telesoccorso h24 costituisce uno strumento salvavita indispensabile, garantito da personale medico e paramedico qualificato.

L’assessora alla Salute

Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale ha voluto illustrare il programma. Si tratta di un progetto sperimentale importante per prevenire l’istituzionalizzazione degli anziani dopo un ricovero in ospedale, permettendo la continuità della loro tutela medica. La possibilità di raggiungere questo obiettivo è data solo da un fondo sociosanitario unico che, come Comune mettiamo a disposizione, col supporto sanitario della ASL RM1 e grazie ai fondi del Pnrr”.

Funari spiega poi il sistema di dimissioni protette

“Per avere buon sistema di dimissioni protette – dice Funari – è fondamentale la costituzione di una governance di sistema, che lavori sulla convergenza tra enti, soggetti e professioni diverse. Andando essenzialmente a costruire un’alleanza tra ospedale, medicina di base, servizi sociali e famiglie”.

Il Commissario della Asl RM1

Giuseppe Quintavalle, Commissario Straordinario ASL Roma1 ha precisato: “Un progetto come questo fa andare tutti nella stessa direzione e alla stessa velocità. Un’operazione sinergica che permette la realizzazione di una vera presa in cura, tutto per creare un reale valore aggiunto nella vita delle persone, soprattutto le più fragili. Un intervento tempestivo agisce sull’aspetto psicofisico e su quello sociale e relazionale. La soluzione consente ai nostri anziani, anche senza patologie evidenti, di contrastare il male del secolo: la solitudine”.

Il destino degli anziani malati

Se il progetto in fase sperimentale dovesse sortire gli effetti desiderati, ci troveremo di fronte ad una soluzione ottimale per la gestione di piccole patologie nell’ambito delle mura domestiche. L’assistenza domiciliare può risolvere anche a quei casi dove si è intervenuti a livello ortopedico e il paziente vive da solo. Inoltre è utile anche in quei casi dove la famiglia dell’anziano è presente ma non può garantire l’assiduità o la dedizione alle cure. La buona riuscita del progetto potrebbe quindi rendere strutturale il programma, col conseguente alleggerimento dei posti-letto negli ospedali.

Foto lavillaspa.it