Qualità della vita. Sicurezza e solitudine frenano Roma nella classifica

La Capitale fa qualche passo avanti, ma continua a guardare da molto lontano i piani alti della classifica nazionale sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore. Diciamo che migliora… ma non esattamente da far girare la testa. Conquista il 46° posto su 107 province, rosicchiando ben 13 posizioni rispetto al 2024. Un progresso che fa piacere, anche se, rispetto a Milano, in top 10, aggrappata all’8° posto, la distanza si sente.

Non c’è competizione col Nord-Italia

Quello che trascina il miglioramento romano è soprattutto una leggera ripresa tra le grandi città metropolitane. Nulla, però, che faccia tremare le province del Nord e del Nordest: Trento, Bolzano e Udine continuano a fare gara a parte e occupano il podio.

Qualche inciampo anche al CentroSud

Nel Centrosud, intanto, Roma si vede superare pure da Cagliari (prima tra le città meridionali) e da Pescara. Insomma, non proprio una scalata irresistibile.

Elementi di classifica

Passando agli indicatori, Roma mostra un mix di alti e bassi degno di una commedia all’italiana. Tra le note positive, “Affari e lavoro” regala un 7° posto (anche se scende di cinque posizioni), “Cultura e tempo libero” si attesta al 15° (pure qui con un passettino indietro), mentre “Demografia e società” sorprende con un bel salto in avanti fino al 16° posto, guadagnando dieci posizioni.

Poi arriva la parte in cui si tira un lungo e triste sospiro. La spesa culturale pro capite dell’amministrazione segna appena 5 euro. Non stupisce quindi il 99° posto, mentre la media nazionale vola molto più in alto, quasi tre volte tanto.

La cultura ci salverà?

Per fortuna la città si rifà almeno con ciò che i privati e gli operatori culturali riescono ancora a proporre. Quasi 86 eventi ogni mille abitanti, un numero che porta Roma tra le prime dieci province per offerta culturale. La media italiana, inchiodata intorno ai 50 eventi, può solo prendere appunti.

Cosa ci trascina giù?

Il capitolo sicurezza, invece, è da leggere a luci accese. Roma è 104esima su 107 e alcune categorie fanno quasi rimpiangere di aver guardato i dati. È ultima per reati legati allo spaccio di droga: 106 denunce ogni 100mila abitanti (contro una media nazionale di 49,1) e non scherza neppure quando si parla di rapine e scippi.

L’elemento criminalità la relega al 105° posto, con oltre 6.400 reati ogni 100mila abitanti, quasi il doppio della media nazionale. C’è poco da meravigliarsi quindi, se i romani vivano con una certa apprensione: 106° posto per percezione di sicurezza.

E cosa ci riporta su?

Tra le buone notizie, l’indicatore “Demografia e società” segnala un indice di dipendenza degli anziani più basso della media nazionale e un numero lievemente maggiore di medici di base. Aumenta il numero dei diplomati (78%) e il saldo migratorio resta sotto moderato. La qualità della vita delle donne supera quella media nazionale (655 contro 556).

La solitudine

Il tasso di solitudine nella Capitale è altissimo: Roma è 100esima nella classifica, con il 44% dei nuclei familiari composti da persone sole. L’effetto solitudine può arrivare ad essere devastante sotto l’aspetto emotivo-psicologico e, senza voler esagerare, implica anche scelte che, a volte, possono essere drammatiche.

Roma sta migliorando, ma tra opportunità e inciampi, tra luci (quasi tutte culturali) e zone buie sulla sicurezza, la strada per competere con le province più virtuose d’Italia è ancora lunga. Decisamente molto lunga.

Foto: fulltravel.it