
A Roma si inaspriscono i controlli per contrastare con fermezza il rischio incendi e le violazioni in materia ambientale. I Carabinieri del Comando Provinciale, sotto la direzione del Prefetto Lamberto Giannini, hanno avviato una rigorosa campagna di ispezioni straordinarie in numerosi quartieri della Capitale. L’obiettivo prioritario è difendere il territorio e tutelare l’incolumità della popolazione.
Sterpaglie e rifiuti un mix pericoloso per gli incendi
In stretta collaborazione con il Gruppo Forestale e la Polizia Locale, i militari hanno eseguito verifiche meticolose su fondi agricoli e zone urbane nei quartieri di Tor Tre Teste, Quarticciolo e Casetta Mistica. Aree ad alto rischio a causa dell’incuria, della vegetazione incolta e dell’abbandono indiscriminato di rifiuti lungo le arterie stradali.
Multati sette proprietari di terreni
Le conseguenze non si sono fatte attendere. Sette proprietari terrieri sono stati pesantemente sanzionati per aver ignorato l’ordinanza comunale volta a prevenire gli incendi. Le multe, che ammontano complessivamente a 2.800 euro, rappresentano un chiaro segnale contro l’irresponsabilità e la negligenza.
Tor Vergata, nel mirino gli autodemolitori
Ma il giro di vite non si è fermato qui. Gli accertamenti si sono estesi anche al settore degli autodemolitori nella zona di Tor Vergata. Qui, sono emerse gravi criticità in materia di sicurezza sul lavoro e gestione ambientale. Il Nucleo Ispettorato del Lavoro, insieme ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Locale del VI Municipio, ha colto sul fatto due impianti operanti in violazione delle normative vigenti. Le irregolarità riscontrate includono: l’assenza di valutazione dei rischi. Mancanza di formazione obbligatoria per i dipendenti. Smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e accumulo generalizzato di materiali.
Il primo impianto è stato colpito da sanzioni severe: oltre 10.600 euro per infrazioni relative alla sicurezza e quasi 4.000 euro per violazioni amministrative. La titolare è stata denunciata a piede libero. Il secondo impianto è stato invece formalmente diffidato a mettersi in regola.
L’intervento congiunto delle autorità oltre a reprimere comportamenti illeciti, si impone come strumento di prevenzione di disastri ambientali. Nonché di garantire condizioni di lavoro conformi alla legge. Un’azione decisa, volta a proteggere il patrimonio naturale, l’ordine pubblico e la salute collettiva.
Foto: gioia.lavocedelpaese.info
















