Terremoti, epidemie e guerre e se la profezia di Malachia si fosse avverata?

Tempi duri per il mondo ed in particolare per il nostro paese, colpito da una epidemia che sembra inarrestabile e che a detta di alcuni era stata già prevista; chi ha nominato le profezie di Nostradamus, chi il Terzo Segreto di Fatima, ma noi andremo con questo articolo a presentare un’altra ipotesi, che forse nessuno ha tenuto in considerazione: La Profezia di Malachia.

Chi era Malachia?

Se si ha un minimo di conoscenza biblica, si potrebbe pensare a Malachia il profeta che scrisse parte del Sacro Testo, ma in realtà il Malachia di cui parleremo è sempre riconosciuto come Santo dalla Chiesa Cattolica, ma era un arcivescovo vissuto nel XII° secolo ad Armagh in Irlanda.

E se Armagh, ha assonanza con “Armaghedon” , il luogo dove si terrà la battaglia del Giorno del Giudizio, questo vescovo profetizzò una serie di eventi che avrebbe condotto alla fine del mondo, riportati nel libro latino “Prophetia Sancti MalachieArchiepiscopi de Summis Pontificibus” pubblicato utilizzando i diari scritti da Malachia quando ebbe le sue visioni.

La particolarità di questi testi è che Malachia utilizzando 112 motti, sembrerebbe sia riuscito a indovinare tutti i Papi eletti da Celestino II nel 1143 sino ad oggi; al termine dell’elenco, c’è una previsione, secondo cui durante il pontificato di un certo “Pietro il Romano” (che non sarà necessariamente il successore diretto dell’ultimo Papa della lista), “la città dei Sette Colli sarà distrutta, e inizierà il Giudizio Finale”.

La prima comparsa di questa profezia si ebbe nel 1595 per mano dello storico monaco benedettino Arnoldo Wion, nel suo libro Lignum Vitae che narrava la storia del suo ordine religioso; Arnoldo indicò la lista dei motti e la attribuì a Malachia, però senza indicare dove si trovasse il manoscritto originale, spiegando che nessuno aveva mai potuto leggerla prima, sebbene per tradizione popolare fosse già conosciuta.

Con la lista venne pubblicata anche l’interpretazione di ogni motto, fino al 1590, attribuita al monaco domenicano e storico Alfonso Chacòn; nel 1873 fu François Cucherat a ipotizzare che siccome per ricevere i palli delle sedi arcivescovili, Malachia dovette essersi recato a Roma, probabilmente avesse avuto in quella città le sue visioni , trascrivendole con motti criptici in latino e consegnandole nelle mani del Papa, che l’avrebbe custodite negli archivi vaticani, fino alla loro riscoperta quattro secoli dopo.

Diversi i detrattori che hanno bollato l’opera come un falso costruito ad hoc, spesso all’occorrenza per adulare un Papa prossimo all’elezione, aggiungendo o modificando i motti affinché combaciassero in maniera sibillina con i simboli scelti dal Papa eletto o da una sua caratteristica.

Infatti i Papi indicati fino al XVI° sono accostati in maniera molto accurata, facendo riferimenti al cognome o allo stemma, mentre quelli successivi al periodo della pubblicazione appaiono più vaghi e approssimativi, sebbene c’è chi abbia durante il corso della storia cercato di abbinare i motti fino al 112° Papa che fu l’abdicante Ratzinger.

Benedetto veniva descritto come “De Gloria Olivae”, la gloria dell’ulivo, che richiama a un simbolo benedettino; a questo punto sovviene pensare che Papa Francesco si identifichi nel Pietro il Romano, avendo di fatto rivoluzionato la Chiesa Cattolica, creando scissioni e malumori interni, con la sua apertura verso gli omosessuali.

Quando Ratzinger venne informato della profezia, a tal proposito dichiarò che «Tutto può essere. Probabilmente questa profezia è nata nei circoli attorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lista lunghissima di papi, che invece non era così. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!».

Quello che dicono i testi biblici in merito al giorno di Armaghedon, è che sarà preceduto da terribili terremoti e pestilenze, eventi che si sono verificati e che stanno effettivamente avvenendo molto più spesso rispetto al passato.

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San Matteo nel suo Vangelo lo prevede nel capitolo 24 e nei versetti da 6 a 8, che recitano: 6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori.

Non sappiamo se dunque la fine del mondo sia iniziata, ma ciò cui siamo certi, che il biennio 2019-2020 (che ancora deve concludersi),è stato costellato da eventi eccezionali, come gli incendi che hanno devastato l’Australia e il Sudamerica, l’inquinamento che ci stava conducendo verso il “punto di non ritorno”, il rischio dello scoppio di una terza guerra mondiale per le tensioni tra USA e Iran ed ora questa terribile Pandemia, che se sta nuocendo all’economia mondiale, sembrerebbe abbia curato il mondo dall’inquinamento, fermando la macchina industriale e le automobili di mezzo mondo.

Non sappiamo quali saranno gli scenari futuri, siamo però sicuri che saranno tempi difficili e che potrebbero scoppiare rivolte, se non addirittura guerre civili, come temono i servizi segreti; a tal proposito la storia insegna, che quando una nazione è prostrata economicamente, quando i popoli sono affamati, vedono come unico baluardo di salvezza personaggi beceri e folli, che magari vorrebbero risollevare la propria nazione, ma vengono poi fagocitati dalla follia che il potere porta a  una sola persona.

Francesco Digiorgio


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