Ángel Fernández Artime, il possibile prossimo papa

Il cardinale Artime, un salesiano tra i papabili

Origini umili e missione salesiana: Nato nel 1960 in una famiglia di pescatori delle Asturie, una regione nella Spagna Nordoccidentale. Artime ha dedicato la vita alla missione salesiana, con un forte impegno per i giovani e le periferie. È stato rettore maggiore dei Salesiani per oltre 10 anni.

Nominato cardinale fuori dalle regole: Papa Francesco lo ha nominato cardinale nel 2023, in deroga alla norma che richiede che i cardinali siano vescovi, riconoscendone l’impegno pastorale. Papabile nel prossimo Conclave: Considerato vicino alla linea pastorale di Francesco e molto popolare in ambito ecclesiastico. Artime parteciperà per la prima volta a un conclave il 7 maggio 2025, tra i nomi più accreditati come possibile futuro Papa.

Da figlio di pescatori al soglio pontificio

Nato sulle coste delle Asturie da una famiglia di pescatori, Ángel Fernández Artime ha dedicato ogni istante della sua vita ai giovani e agli emarginati. Dopo oltre un decennio alla guida dei Salesiani di Don Bosco, oggi il suo nome risuona con forza tra i candidati più accreditati alla successione di Papa Francesco.

È il primo Rettore Maggiore dell’Ordine Salesiano a essere stato elevato alla dignità cardinalizia. Un segno di quanto il suo impegno e la sua dedizione siano stati riconosciuti anche ai vertici della Chiesa. Il suo legame con Jorge Mario Bergoglio nasce in Argentina, quando Artime guidava la provincia salesiana dell’Argentina Sud. Lì, la comune attenzione per i ragazzi in difficoltà fece scoccare la scintilla tra i due.

Quando Bergoglio salì al soglio pontificio, decise di rompere le convenzioni: nominò Artime cardinale, pur non essendo ancora vescovo, una mossa in deroga alla norma ecclesiastica stabilita da Papa Giovanni XXIII. Un gesto che la dice lunga sulla stima che nutriva per lui.

E ora, il prossimo 7 maggio, Ángel Fernández Artime entrerà per la prima volta nella Cappella Sistina per partecipare al Conclave. E lo farà come uno dei nomi più caldi in vista dell’elezione del nuovo Pontefice.

Una vita al servizio dei giovani

Classe 1960, Artime compirà 65 anni ad agosto, è originario di Luanco, nelle Asturie. Ha compiuto studi in teologia pastorale, filosofia e pedagogia, e ha pronunciato i suoi voti a soli 18 anni. Ordinato sacerdote nel 1987, ha sempre incarnato lo spirito di Don Bosco, fondatore dei Salesiani, lotta per una Chiesa vicina ai giovani, alle periferie, ai bisognosi.

Nel 2014 viene eletto Rettore Maggiore dei Salesiani, il più alto incarico nell’ordine. Rimane in carica per oltre dieci anni, riconfermato per due mandati. Nel frattempo, nel 2023, riceve la porpora cardinalizia da Papa Francesco, pur non essendo ancora vescovo a conferma della forte fiducia da parte del Pontefice. Solo nel 2024 riceverà l’ordinazione episcopale e lascerà la guida dei Salesiani per dedicarsi a nuovi impegni nella Curia romana.

Una nomina fuori dagli schemi

La sua nomina a cardinale è stata qualcosa di straordinario: scelto direttamente da Papa Francesco e annunciato nel Concistoro del 30 settembre 2023, Artime è diventato porporato della Diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in Via Tuscolana. Un gesto audace, visto che, secondo la norma “cum gravissima”, tutti i cardinali dovrebbero essere vescovi. Ma Francesco volle seguire il cuore e non la burocrazia.

Nel 2024 è ordinato vescovo e riceve il titolo di arcivescovo titolare di Ursona. È inoltre membro del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Perché Artime è tra i favoriti?

Quando fu creato cardinale, tantissime persone, ecclesiastici, autorità, amici, fecero la fila per congratularsi con lui. Un segnale evidente della sua popolarità e del rispetto che gode all’interno e all’esterno del Vaticano.

Mercoledì pomeriggio, varcherà per la prima volta la soglia del Conclave. E c’è chi sussurra che potrebbe fare ciò che molti sognano: entrare cardinale ed uscire Papa.

Artime è un uomo vicino alla gente, semplice nei modi ma fermo nei valori. Non ha mai nascosto la sua critica verso le politiche anti-migratorie, definendole “inumane”, e si batte per una Chiesa che sappia parlare ai giovani, accogliere, abbattere i muri e costruire ponti.

Con una preparazione teologica solida, uno stile pastorale autentico e una visione vicina a quella di Papa Francesco, Ángel Fernández Artime potrebbe davvero rappresentare la continuità di un pontificato che ha segnato una svolta nella storia recente della Chiesa.

Foto: diocesi.torino.it