
Oggi, mercoledì 25 settembre era iniziato come una giornata qualunque, con il solito brulicare di bambini all’ingresso della scuola comunale dell’infanzia di Montesacro. Quartiere del III Municipio della Capitale. Il vociare allegro, le risate dei piccoli e le chiacchiere dei genitori riempivano l’aria di quella spensieratezza tipica del mattino. Ma quell’equilibrio si è spezzato all’improvviso.
Non era ancora mezzogiorno quando due persone, un uomo e una donna, stranieri, si sono avvicinate al cancello. Con voce controllata ma fredda, hanno chiesto di poter portare via un bambino, facendo il suo nome con precisione.
Sconosciuti a tutti
Una richiesta che, in un contesto normale, sarebbe sembrata ordinaria. Se non fosse per un dettaglio che ha fatto scattare il campanello d’allarme, nessuno, tra il personale, li aveva mai visti prima. La coordinatrice pedagogica, donna di esperienza, ha immediatamente intuito che qualcosa non andava. Ha chiesto i documenti, come da protocollo, ma con una fermezza che lasciava trapelare la crescente inquietudine. I due hanno esitato, nessuna carta, nessuna prova della loro identità o del diritto di ritirare il bambino. I sospetti sono così diventati una certezza: quelle persone non avevano alcuna autorizzazione.
Un tentato rapimento? L’atmosfera si è fatta densa, quasi soffocante. Dentro le aule i bambini, ignari, continuavano a giocare. Ma tra gli adulti serpeggiava una paura silenziosa: era forse in corso un tentativo di rapimento? I due estranei però, di fronte al rifiuto, si sono allontanati senza spiegazioni. E con loro se ne sono andate anche le risposte, lasciando dietro un’eco di angoscia e mille domande senza soluzione.
Informate le forze dell’ordine
L’episodio, subito denunciato alle forze dell’ordine, ha scosso la comunità scolastica e le famiglie del quartiere, già provate dal delicato momento dell’inserimento, quando i piccoli imparano per la prima volta a separarsi dai genitori. L’idea che qualcuno potesse tentare di violare quella fiducia, quel rito di passaggio, ha fatto gelare il sangue a molti.
La scuola, intanto, ha rafforzato immediatamente le misure di sicurezza, mentre tra i genitori correva un tam tam carico di inquietudine e timori. Chi erano quelle due persone? Qual era il loro vero obiettivo? Le indagini proveranno a scoprirlo. Ma una cosa è certa: la prontezza della coordinatrice ha probabilmente evitato una possibile tragedia.
Foto generica di una scuola dell’infanzia tratta da Startmag.it

















