Almasri arrestato a Tripoli “Ha torturato prigionieri uccidendo uno di loro”

arresto in Libia Almasri

La procura generale libica ha disposto l’arresto del generale Almasri, ex responsabile della sicurezza delle carceri di Tripoli. A riferirlo è l’emittente Libya24 su Facebook.

Le indagini hanno dimostrato gravi responsabilità

Almasri è accusato di torture nei confronti di migranti e della morte di uno di loro. Il procuratore generale Sadiq al Sour ha ordinato la detenzione preventiva dopo un’indagine sulla morte di un detenuto nella struttura carceraria “Fondazione per la riforma e la riabilitazione di Tripoli”. Qui sarebbero stati documentati maltrattamenti su almeno dieci prigionieri. Secondo la tv Al Ahrar, le prove raccolte giustificano pienamente il suo arresto.

Gli arresti (e il rilascio) in Italia

Il generale era già noto per un precedente caso che aveva coinvolto anche l’Italia e la Corte penale internazionale. Arrestato in Italia su mandato della Corte dell’Aia, era stato poi liberato, per decisione del governo italiano, e rimandato in Libia con un volo di Stato. La vicenda aveva provocato imbarazzo e polemiche all’esecutivo di governo e reazioni politiche che hanno inasprito ancora di più il dibattito tra governo e opposizione.

Il commento dell’opposizione

La misura libica ha inevitabilmente provocato dure reazioni politiche in Italia. Giuseppe Conte (M5S) ha definito l’episodio “un’umiliazione” per il governo Meloni, ricordando che Almasri era accusato anche di abusi su minori. “Lo hanno rimandato a casa con voli di Stato, calpestando il diritto internazionale”.

La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di “una vergogna internazionale”, chiedendo al governo di scusarsi con gli italiani.

Matteo Renzi (Italia Viva) ha accusato Meloni e il ministro Nordio di aver “scritto una pagina indegna delle istituzioni”, liberando un uomo ora arrestato per le stesse accuse.

Nicola Fratoianni (Avs) commenta su X: “In Libia arrestano Almasri per torture e abusi, ciò che il governo italiano ha impedito a gennaio. Un po’ di vergogna da Palazzo Chigi, no?”.

Foto: fivedabliu.it