L’economia per i romani nel 2025

Tiriamo le somme

Anche quest’anno sta per essere archiviato, ci prepariamo ai festeggiamenti del veglione di San Silvestro e, in cuore nostro, ci auguriamo che il 2026 sarà portatore di prosperità. Come è andato però il 2025 per i romani? È stato un anno favorevole per l’economia delle aziende e delle famiglie o ci ha consegnato dispiaceri e preoccupazioni? Vediamo in sintesi di fare un piccolo consuntivo riepilogativo delle fasi più rilevanti sotto questo profilo.

Per i cittadini della Capitale l’anno che sta finendo non ha premiato l’aspetto economico che, ha mostrato segni di rallentamento. Ad inizio anno il Rapporto dell’Istat e dalla Banca d’Italia delinearono uno scenario intrigante ma contrastante. Da un lato, si prevedeva un aumento del Pil, contenuto allo 0,8%, dall’altro, la situazione inflazionistica sollevava interrogativi su come il sistema economico avrebbe reagito. L‘inflazione ha poi rallentato leggermente, seppure rimanendo a livelli elevati. E i consumatori hanno mostrato un atteggiamento più propenso alla spesa, specialmente durante i saldi. Infine non va dimenticato che le famiglie hanno dovuto affrontare aumenti di costi per energia e utenze.

Economisti e osservatori

Studi mirati, proiezioni e previsioni hanno indicato che la spesa dei consumatori avrebbe avuto un picco in occasione dei saldi invernali, rispetto al 2024. Gli operatori commerciali hanno confermato (almeno in parte) questa tendenza. Va detto che una spinta, seppure lieve, è stata data a Roma, appunto da una lieve diminuzione dell’inflazione a luglio.

Un quadro economico deludente

Come detto, la crescita economica nazionale è rallentata rispetto all’anno precedente, attestandosi allo 0,8%. Innegabilmente questo dato non ha portato sicurezza, ha anzi amplificato la sensazione di instabilità. L’aumento dei prezzi ha costretto le famiglie a costi più elevati, tanto per fare un esempio, le bollette sono “pesate” in media 100 euro in più all’anno. In tutto questo, gli stipendi sono rimasti fermi. I timori sono aumentati anche a causa dell’instabilità geo-politica a livello mondiale che, giocoforza hanno indotto cautela agli investimenti. (E non solo nella Capitale).

Prospettive future

Inutile rimarcare che, nei prossimi mesi, tutto sarà contraddistinto da un flebile ottimismo. Le previsioni per il futuro rimangono caute, con la crescita del PIL e dell’occupazione in aumento, ma con gli investimenti che languono. Per l’anno che verrà c’è chi parla apertamente di aumenti che interesseranno il carrello della spesa o il rifornimento alla stazione di servizio. Ma non saranno salvi nemmeno l’approvvigionamento delle fonti energetiche o i prodotti ortofrutticoli sensibili agli eventi climatici avversi. Senza voler essere dei menagramo, dobbiamo ammettere che questi non sono tempi da “vacche grasse”, dovremo quindi industriarci a pensare a come centellinare le risorse.

Un anno di transizione?

Gli ottimisti sostengono che il 2025 sia stato un anno di transizione e che le cose invece non potranno che migliorare. Ma con maggiore realismo, i più affermano che la tendenza non cambierà molto, anzi, senza voler fare la Cassandra della situazione, dovremo attenderci la possibilità di replica anche per il 2026. Roma ha messo in campo molti stanziamenti per il Giubileo e il “ritorno”, sempre secondo gli analisti, non ha soddisfatto le attese. Alcuni operatori del turismo e della ristorazione hanno palesemente parlato di risultati deludenti. Un elemento che purtroppo ricade anche sull’occupazione.

La fierezza (o l’illusione) dei romani

Il popolo di Roma è abituato alle piccole grandi lotte e paradossalmente ne fa un vanto della propria resilienza alle difficoltà. L’auspicio è che questa fierezza e questo coraggio possano in qualche modo ripagare e “raddrizzare” una situazione barcollante. Lo Stato però, dovrà metterci del suo e intervenire concretamente per sostenere l’economia delle famiglie e delle aziende, altrimenti quella fierezza si trasformerà in illusione.

Foto: italiaatavola.net